Racconti bresciani. edizioni Historica.

Il primo, il secondo, il terzo classificato dove sono finiti? Al loro posto un coro di voci, perché in cerchio si sta meglio che in una scala gerarchica, cinquantasei autori a raccontare, ognuno con uno stile diverso, il mondo con i propri occhi. Un giovane editore, Francesco, ha promosso l’iniziativa, libero da vincoli e non è poco nel mondo di oggi, una simpatica giornalista, Viviana, ha fatto il lavoro di ago e filo riunendo le trame in un libro. Sala stracolma in un sabato pomeriggio di sole in un paese della bassa bresciana, Verolanuova, che racconta la sua grande bellezza.

E domenica 8 marzo si parla di...

Non sempre le trovo,  anche se ormai fioriscono tutto l’anno e stanno pure alle casse del supermercato. Ma io le voglio robuste, sane, piene di energia,  pronte a rifiorire per altre ennesime volte, di chi parlo? Ma delle orchidee, le eteree figlie dell’aria, incredibili creature, difficili da catalogare,  appartengono al  regno vegetale? Troppo riduttivo, loro non  si comportano come tutte le piante, al  regno animale? Non del tutto, e se fossero ai confini tra i due mondi né di qua né di là così che un altro muro si abbatte e le carte si rimescolano e i dubbi alimentano la libertà.

Aria di marzo!

Settimana d’impegno, questa che arriva, giovedì 5 marzo parlerò a un gruppo di signore nell’oratorio di San Lorenzo, invitata da Angela, tema: la cattedrale di Chartres, di nuovo racconterò dei giganti,  i custodi delle pietre, Nephilim si chiamavano? Bene,  Nephila, singolare della parola,  significa costellazione di Orione, c’è un nesso?

Parole, carta, acquarelli... e... Convivio al circolo Freud.

“…Ci si prepara alla fine dell’estate  per la festa di Samhain, la festa più solenne dell’anno, dove il tempo non scorre, si ferma, si arresta è come sospeso, il respiro del cuore si fa silenzioso nello stupore di ciò che avverte   e nella notte di questo tempo non tempo si apre una strada a spirale che porta direttamente all’Altro Mondo, dove  si condivide la profondità dello spirito vivente in ogni essere  ma al mattino,  alla luce dell’alba il tempo fa il suo ritorno e scivola piano nel ritmo di sempre, un ricordo rimane di quel defluire verso l’arresto:  il percorso in tondo che conduce

Aspettando San Valentino.

E il mio negozio è sempre pieno di cuori di ogni forma e colore, cuori di stoffa, cuori chiama angeli, cuori di latta, cuori di carta da appendere ad una finestra e da profumare con l’olio essenziale,   io consiglio sempre quello di lavanda, dall’origine certificata e  per tutte le proprietà terapeutiche di cui spesso racconto.

Acqua. Acquarelli. Acquaforti e la battaglia delle amazzoni di Rubens.

E’ un foglio di bella carta scurito e lacerato dal tempo quello che mi è capitato per le mani frugando tra le mie incisioni.

Racconta il mito di una battaglia  cruenta che si svolge a ridosso di un ponte di pietra, in poco spazio si concentra la lotta di uomini a piedi o a cavallo armati di lance. Non colpisce la violenza, osservando la scena,  ma la pienezza e la floridezza dei corpi, alla maniera di Rubens, più che i fendenti si percepisce il fastidio della nudità perché le forme narrate sulla  carta sono femminili.

Acqua. Acquarelli. Acquaforti.

Proteggere l’acqua è difendere la vita ma l’acqua essenziale alla vita non è per tutti disponibile.  Il 97,4 dell’acqua del pianeta è salata, solo  il 2,6 per cento è dolce,  di questo esclusivamente lo 0,3 è utilizzabile dall’uomo.

Charlie Hebdo. Il giorno dopo.

Le matite della satira sbeffeggiano senza alcuna pietà o differenza le religioni, tutte,  e chi pretende rispetto non ha ancora capito  che  un disegno satirico non è certo un trattato di parole raffinate, non è un saggio, è fatto di segni che graffiano, incidono, spostano con forza il punto di vista, esortano ad uscire dalla zona confort,  dai recinti granitici,   ne allargano la visuale, seminano a piene mani il dubbio, antitesi delle verità rivelate.

L'ira e il sonno. Kairos e Kronos. E ... la filosofia.

L’ira ha gli occhi aperti bistrati e i riccioli ribelli che ricadono sulla fronte corrugata,  due pieghe incise  ad ogni angolo della bocca che  la tirano con forza verso il basso. E il sonno? Ha gli occhi chiusi,  un aspetto serafico e la bocca a cuore.

Chissà quale personale correlazione ha stabilito l’anonimo artista del ventesimo  secolo dipingendo  due visi su un vaso dando ad ognuno la sua definizione dentro un gioco di foglie d’acanto?

Buon anno! 2015.

Lei si chiama Camilla ed è l’ultimo gatto di una lunga serie eseguita ad acquerello quest’anno 2014. Chi l’avrebbe mai detto, mi dico, guardandolo diritto negli splendidi occhi, che un giorno sarei diventata la ritrattista dei mici. E’ la parte che mi sono riservata come un cammeo nel mio libro “Rosso ciliegio”, strega di piazza parigina, immersa tra i fiori,  che meraviglia. Chissà!

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