Il dio del tempo.

All’origine il dio del tempo, della terra e della sessualità stava al centro di tutte le culture religiose, di nome faceva Baal, tornava ogni anno con la pioggia, dopo l’esilio del caldo estivo  e si ricongiungeva alla sua sposa, la Dea Madre.

C’era una grande sensibilità nei confronti della natura, una venerazione per l’acqua, il vento, le pietre, il fuoco ma le religioni monoteiste che sono arrivate in seguito, molto più concettuali,  hanno perso questo antico legame. Con una percezione distorta di loro stesse, manifestando nelle parole e nei fatti una pretesa di assolutismo nei confronti delle religioni che le hanno precedute, non accettando di essere una continuazione delle credenze antiche ma considerandosi in antagonismo con loro hanno distrutto un sapere e un modo equilibrato di vivere.   

“Il dio del tempo porge rami fioriti e la dea compagna ha grandi orecchie per ascoltare l’umanità”.

 Ma la storia dell’umanità è costellata di guerre, combattute ieri come oggi, in nome di qualche Dio e di qualche credenza, in 5500 anni di storia sono scoppiati infiniti conflitti con milioni di morti. Le religioni monoteiste sono sempre al centro,  si somigliano più di quanto si pensi, ragionano secondo uno schema: amico/nemico.

Non è che per caso gli uomini hanno creato un Dio a loro immagine, violento, aggressivo intollerante?

Il monoteismo è la religione del libro ma sembra essere la religione dei libri che non si sopportano. Ciascuno dei tre libri pretende di essere il solo libro sacro.

Il mondo è ormai connesso e in ogni religione si pongono problemi paralleli, tutte e tre hanno una presunzione  di verità che dovrebbe essere esercitata, prima di tutto,   nei confronti di loro stesse. Sono esposte allo sguardo critico del mondo intero e alla conoscenza inarrestabile,  mantenere la facciata non fa altro che renderle sempre più inattendibili. Il Dio creatore vuole che i propri figli vadano d’accordo, nessun figlio può arrogarsi il diritto di essere il prediletto, tantomeno di annientare l’altro in Suo nome e evocare costantemente il Dio degli eserciti non aiuta a portare la pace tra i popoli.  

Trenta secoli di ebraismo, venti di cristianesimo e quattordici di Islam hanno creato barriere infinite tra gli esseri umani, intolleranze e guerre di religione mentre il credo, originato dalla stessa matrice, dovrebbe stemperarsi in un’unica visione universale che possa comprendere, com’era in origine,  anche la dea madre, figura femminile bandita, non a caso,  da tutte e tre le religioni del libro.  

Annamaria

P.S.: Parole e suoni nel chiostro di San Cristo, nonostante il brutto tempo, è stato un evento molto bello che ripeterò per la prossima presentazione del mio libro “rosso ciliegio”. Non so ancora dove.

Presto inizieranno i corsi di filosofia di Madre Franca appena ho il programma lo mando. E per un inizio sereno, augurandoci il sole dopo le piogge dell’estate,  ho pensato al cuore chiama angeli in una confezione particolare da regalare o regalarsi.