Recensione di UZURI.

Pubblicare un libro a proprie spese, senza un editore non è facile e  ricevere un commento da una poetessa e scrittrice quale Anna Maria Margherita Zanetti  non può che riempire il cuore di una gioia infinita. 

Recensione del romanzo "UZURI" di Annamaria Beretta
Ho conosciuto "Uzuri" il 29 settembre scorso, ascoltando la registrazione della trasmissione di Eterne Verità Channel realizzata la sera prima e subito ho desiderato di mettermi in contatto con la sua autrice, Annamaria Beretta. L'incontro, seppur virtuale, è avvenuto immediatamente, grazie alla sua estrema disponibilità e gentilezza, tramite fb.
Così nel giro di alcuni giorni ho potuto acquistare e ricevere a casa questo libro che ho iniziato con entusiasmo, sicura che l'avrei trovato splendido.
E le mie attese non sono andate deluse. Infatti sin dalle prime righe il romanzo offre tutto ciò che l'ascolto della sua presentazione aveva promesso. 
Uzuri principalmente è un romanzo al femminile. Infatti sono gli occhi delle donne a percepire la realtà storica nella quale vivono o che comunque hanno conosciuto, raccontando l'abominio di una società patriarcale tesa al loro svilimento e assoggettamento. Tutto ciò sebbene alla donna da parte dell'uomo si invidi e si continui ad invidiare la creatività in ogni sua parte e in ogni suo aspetto, ribaltando sostanzialmente così la maschilista teoria freudiana.
Uzuri è poi un romanzo storico perché l'autrice si è seriamente documentata sul contesto nel quale ha situato la sua storia con metodo e profondità mettendo in risalto anche incongruenze storiche che a tutt'oggi vengono accettate per vere, mostrando una nostra profonda superficialità e mancanza di spirito critico che ha davvero qualcosa di incredibile.
Uzuri è contemporaneamente un romanzo che tocca la sfera religiosa perché parla della vita di Gesù qui chiamato Immanuel dalla sua nascita fino al periodo di poco precedente alla sua crocefissione, ma contestualizzata in modo ben diverso rispetto a quello pseudo-evangelico dell'umile famiglia di Nazareth alla quale ci hanno abituato.
Uzuri è un antico nome femminile che significa bellezza ed è appunto lei la protagonista di questo romanzo che non si svolge solo nella Palestina di duemila anni fa, ma passa per Babilonia, s'interseca con la verde Irlanda, percorre la via dell'incenso, passando per Petra, sosta ad Alessandria d'Egitto e approda in un monastero buddhista sui monti del Ladakh, da dove transita la via della seta.
Ed infine, ma non ultimo per importanza, occorre menzionare lo splendido stile narrativo di Annamaria, insito nella sua natura e nella sua formazione, che passa con nonchalance da splendide poetiche descrizioni della natura a minuziose ricostruzioni di sale e palazzi, che sembrano stagliarsi davanti a nostri occhi, a precise definizioni dei caratteri dei personaggi che si ergono davanti a noi forti e potenti, privilegiando su tutti quelli delle splendide figure femminili - Myriam, Aryal, Syria e naturalmente Uzuri - capace di farci commuovere e volare insieme a queste "sue" donne che percepiamo vicine al nostro stesso sentire.
Godiamo così nella nostra lettura dell'infinita delicatezza e poesia che scaturiscono dall'animo, amante dell'armonia e della bellezza, di Annamaria e soffriamo allo stesso tempo per le ingiustizie e le cattiverie che emergono della sua analisi lucida e impietosa delle leggi e delle tradizioni di allora. 
L'autrice però non si nasconde, ma soffre con noi, portandoci nella circolarità di un tempo che non è rigido e sequenziale ma è un crogiolo di pensieri che s'impastano con colori vivi e vibranti in un racconto prezioso e potente allo stesso tempo.
Anna Maria Margherita Zanetti.