Obbedienza? No grazie.

 

Ci inquieta il significato della parola Islam: sottomissione ma non è da meno o diverso dal  termine obbedienza con cui noi occidentali abbiamo a che fare.  

Hannah Arendt, nel libro La banalità del male, pubblicato per la prima volta nel 1963, mostra come i terribili crimini nazisti siano stati realizzati non per particolare malvagità di chi li attuava ma per uno spirito di obbedienza acritica agli ordini ricevuti dall’autorità.

L’obbedienza, considerata, per fortuna non da tutti,  una qualità positiva,  può indurre le persone a sottovalutare o persino a negare le conseguenze del proprio operato. Obbedienza, umiltà, rassegnazione vengono esaltate tutte insieme come virtù, in realtà annullano ogni spirito critico e soffocano il principio di libertà. Nessun bambino dovrebbe essere educato all’obbedienza ma al rispetto delle regole con consapevolezza.  

Qualsiasi potere di natura  economico, politico o religioso basato sull’obbedienza all’autorità  è di per sé illiberale e potenzialmente tragico. La storia insegna.

Vi aspetto a Franciacorta in fiore nell’antico borgo di Bornato  tra la bellezza dei fiori con i miei acquarelli, i miei quaderni dipinti per gli eventi speciali,  da venerdì 19 maggio a domenica 21 maggio.

www.franciacortainfiore.it

Annamaria Beretta

Ps.: venerdì 19 maggio alle 15 racconto Rosso ciliegio nella Rocca di Bornato.