Inzoli, Abramo, Isacco. Il sacrificio. E Sara?

Il destino  vuole che l’ultracentenaria Sara fosse già morta e sepolta quando Yahweh esige da Abramo il sacrificio di Isacco, lei che quell’unico figlio l’ha avuto in età avanzata, da novantenne e con una inseminazione artificiale, una procreazione assistita nella terminologia e nell’azione di oggi. Dopo avere concesso l’unione di Abramo con la schiava egizia Agar che genera Ismaele posso immaginare la sua gioia di diventare finalmente madre di quell’unico figlio desiderato, sognato per una lunga vita e comprendo pure il sentimento di  rivalsa nell’azione di scacciare Agar ed Ismaele.  No, non ce la vedo a percorrere la strada che la separa dal monte Moriah con un coltello, la fascina di legno e l’intenzione di bruciare Isacco per dimostrare a Yahweh la sua sudditanza. Di fronte a questa richiesta sarebbe bastato il suo sguardo per fulminarlo e forse la storia avrebbe potuto prendere un’altra direzione. Quanto è interessante la Bibbia purtroppo nessuno la legge e ci si accontenta delle interpretazioni soggettive e manipolatorie.

Isacco per fortuna  si salva a noi  rimane un  dio che come prova di dedizione esige il sacrificio immorale  ed è di  questa storia che Mauro Inzoli dentro lo spazio oscuro e segreto di un armadio/confessionale si è servito più e più volte per abusare dei bambini. Prete di spicco di comunione e liberazione, condannato per pedofilia  a quattro anni e nove mesi di carcere, sono  certa che non li farà, sarà ospite di qualche confortevole  casa per orchi,  oggetto di tiramolla da parte delle gerarchie ecclesiastiche,  prima punito, poi riammesso e poi di nuovo punito. Data la sua notorietà,  i ragazzini ( 12 – 15 anni) hanno faticato non poco ad essere creduti persino dai genitori stessi. Ed è anche questa la parte odiosa della pedofilia clericale,  quando si scopre il pedofilo,  la comunità si stringe intorno a lui ed emargina la vittima attribuendole tutte le colpe, aumentando così  il dolore irreparabile dell’abuso subito.

La libertà e l’ innocenza dei bambini  rappresentano le emozioni  immolate nella rigida formazione ecclesiale e ciò che muove il pedofilo non è la pulsione sessuale ma la rabbia e la consapevolezza per ciò che ha perso e ritrova nei piccoli.  L’abuso è il potere del più forte sul debole. Sono preti perfetti i pedofili, quelli che per tutta la vita hanno detto sempre di sì, hanno chinato la testa davanti ad una cultura lontana dall’umanità di tutti e nascondono il grave segreto che la chiesa condivide con loro, perché ne è parte e l’ha generato.   

No, non c’è modo di risolvere e si vede,  nessuno sa chi si nasconde dietro quella figura chiamata a dettare regole morali e a indossare con narcisismo  i panni di dio, formata nella onnipotenza anaffettiva  lontana da ogni vita umana, costretta dalla paura costante a obbedire e a deglutire ogni intemperanza, come insegna da perfetto  gesuita,  mimandone il gesto,  papa Bergoglio ad ogni riunione di aspiranti clericali.

Poiché non c’è rimedio  e causa ed effetto sono strettamente correlati,  se posso,  come  mamma e nonna,  consiglio di  non mandare i bambini nell’armadio, è un luogo ad alta pericolosità per loro.

Annamaria Beretta

P.S.: UZURI è in vendita presso la libreria Tarantola in Brescia. Grazie a chi vuole riprendere questo discorso e dialogare con me. La questione è seria e grave e non ammette titubanze o stai dalla parte dei bambini o dei pedofili. Tu dove ti metti?