Efeso. Nel grande anfiteatro romano.

 

-          No, lasciatelo finire. Noi,  siamo cresciuti con lo studio dei  filosofi greci  nel pieno rispetto della parola.

Ma le venticinquemila persone riunite nell’anfiteatro di Efeso,  di ascoltare quell’uomo che li ha apostrofati più di una volta, senza alcun rispetto,  come  peccatori  e che mostra tutto il suo dissenso per il millenario culto pagano di Artemide, proprio  non sono contenti. Hanno già compreso che in pericolo c’è il loro lavoro, un’eccellenza dell’artigianato locale.   

Le accurate riproduzioni della dea in argento, in bronzo, in ceramica o in gesso sono richieste da tutto il mondo. Il commercio è notevole e l’economia ne trae beneficio. La disoccupazione ad Efeso non esiste.

E ora questo signore, dall’aspetto cupo e  infelice,  che nessuno ha mai visto prima d’ora, si permette di mettere in discussione tutto:  il lavoro onesto, il credo tranquillo e  i rapporti sani tra uomini e donne:  “ Efesini, la sessualità è generata dal demonio. “

“ No, basta!” Demetrio,  il coordinatore degli artigiani argentieri  riprende le fila ma il pubblico non ne vuole più sapere e per un quarto d’ora, un tempo infinito,  tanto che ancora quelle parole risuonano frementi tra le pietre del teatro,  scandisce  all’unisono: “ Grande è Artemide,  dea degli efesini”.

In tutto questo caos arriva l’autorità locale, il procuratore romano.

-          Che succede? Chi sei?

-          Mi chiamo Paolo, vengo da Tarso in Cilicia. Ho la cittadinanza romana.

Il procuratore senza aspettare repliche o giustificazioni  firma il foglio di via obbligatorio, la motivazione è:  grave violazione alle norme dell’ordine pubblico.

-          Per nessuna ragione potrai più rimettere piede in questa città.

Ho riassunto, in poche parole,  un capitolo del mio nuovo libro,  dove racconto un fatto realmente  accaduto nella prima metà del primo secolo in quella che era una ricca e colta città nella  provincia dell’Asia Minore oggi Turchia.  

Il tempio di Artemide a Efeso  era una delle sette meraviglie del mondo antico,  esisteva da tempo immemore, lo stesso Alessandro Magno  si occupò del restauro dopo un terremoto. Fu raso al suolo per ordine di Giovanni Crisostomo, arcivescovo di Costantinopoli nel 401 d.C. Oggi santo.   

Annamaria Beretta

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