Tolleranza e cultura.

Leggo gli articoli di Antonio Socci,  ogni giorno, non condivido nulla del suo pensiero ma sono interessata alla sua ricerca come a quella di  tanti altri ricercatori.  Mai mi verrebbe in mente di rivolgermi a lui, con queste parole: - quando la smetti di fare il cattolico? –  tantomeno di dimenticare l’educazione nella forma.

Se dovessi scrivergli, inizierei la lettera, la mail, il messaggio o quant’altro con: “ Gent.mo dott. Socci, ho letto il Suo articolo…, concluderei  con: ”grazie, per ogni parola che Lei scrive. “

Le persone intelligenti amano i punti di vista contrari che nella peggiore delle ipotesi rafforzano le proprie convinzioni, aiutando il proseguire del ragionamento.

-          Quando la smetterai di fare l’eretica? –  è il testo di una mail che ho ricevuto, senza firma, ovviamente so chi è perché c’è l’intestazione, senza un cenno di saluto ed è una persona che non vedo da mesi.  Mah!

La prima cosa che penso è: per fortuna vivo in questo secolo.

La seconda è: credo che non smetterò, anzi persevero.  Continuo nei miei studi perché il tema mi interessa e molto. Cerco di comprendere: come ha fatto un libro, la Bibbia,  nato per i soli israeliti ad affermarsi come testo sacro di un’altra religione, come si è passati dal paganesimo al cristianesimo, dalle tante divinità al dio unico, dall’imperatore  romano al Papa con la sua corte clericale.

Sto scrivendo un romanzo, che pubblicherò nella primavera del 2018, ambientato nel primo secolo.

Scrivo che Gesù è stato tolto vivo dalla croce, consapevole che è un’ipotesi, condivisa dal Corano e diffusa tra i catari e gli albigesi,  trucidati nel modo che sappiamo,  forse proprio per questo.

Ritengo Paolo di Tarso il vero fondatore del cristianesimo, nonché inventore del peccato originale. Ho seguito un incontro tra più teologi,  dove a un certo punto il pastore protestante, Daniele Garrone, noto studioso e  traduttore di Bibbia, a proposito della macchia con cui nasciamo,  dice:  - Non so dove Paolo abbia preso quest’idea. - Gli fa eco il sacerdote cattolico dell’università teologica del Nord Italia, don Ermis Segatti: - Abbiamo una grave responsabilità nell’aver diffuso  questa colpa,  che ricade di padre in figlio. -  Cita San Paolo e Sant’Agostino d’Ippona quali fautori del disastro.

Qualcuno inizia  a discernere con coraggio.

Io, continuo a pensare che, per fortuna, non abbiamo macchie e neppure servono gli smacchiatori. La prova?  E’ negli occhi dei bambini.

Nelle mie mail cerco di sintetizzare un pensiero, senza dilungarmi,  frutto di studio, riflessione e lunghe appassionate ricerche. In pochi mi scrivono -  grazie - riconoscendo il valore di un impegno. La maggioranza non risponde, d’altra parte  i tempi non sono inclini né alla buona educazione, né alla cultura e… capisco.

Infine, consiglio a chi proprio non tollera la lettura di una concezione diversa,  di cancellarsi. E’ molto facile, basta un clic e tutto si spegne.   

Annamaria Beretta

P.S.: Uzuri è in vendita presso la libreria Tarantola in Brescia. Per i miei acquarelli, quaderni, agende, settimanali e giornaliere 2018,  mi potete contattare, utilizzando anche la pagina FB.