Il filosofo e politico Celso. A Efeso nel primo secolo.

La bella biblioteca  di Celso a Efeso è situata proprio nel centro della città  a ridosso dell’Agorà. La facciata è decorata con   quattro statue, figure femminili che  rappresentano l’essenza del pensiero di questo filosofo e politico vissuto tra il primo e il secondo secolo, esse sono: la saggezza, la virtù, la benevolenza e la sapienza.  

All’interno sono raccolti la bellezza di dodicimila rotoli di pergamena,  su temi che vanno dalla  storia, alla medicina, dalla filosofia alla matematica, alle scienze,   perfettamente alloggiati in intercapedini di muri a prova di fuoco.  L’intera biblioteca sarà donata,  per volere di Celso,   ai cittadini di Efeso.  

In ogni città romana del vasto impero,  vi era sempre una biblioteca, normalmente ospitata all’interno della basilica, luogo di incontro e discussione dei magistrati e del popolo.    Il diritto all’istruzione era garantito a bambini e bambine fino agli undici anni. Tutti  i cittadini romani dell’impero sapevano leggere e scrivere. E non è cosa da poco.

Celso scrive un’opera: “Il discorso vero” che sarà volutamente  distrutta,  ma nella confutazione dei suoi nemici ci viene restituita quasi per intero. Origene, teologo cristiano, scrive un secolo dopo: “Contro Celso”,  citando capitoli e pagine e riportando il pensiero di Celso.

Origene è un padre della Chiesa, uno dei principali teologi cristiani,  che per non subire le “tentazioni della carne” si evira. Non aggiungo nulla,  la notizia si commenta da sola.     

Mi interessano le parole di Celso: « Il dio dei cristiani è stato inviato ai peccatori; perché non agli innocenti? Che male c'è a non avere colpe? Perché questa preferenza per i peccatori? I cristiani dicono queste cose per esortare i peccatori, poiché non sono capaci di attirare chi è veramente onesto e giusto. Per questo spalancano le loro porte agli uomini più empi e abominevoli. Il loro dio, schiavo della pietà per chi si lamenta, consola i malvagi e respinge coloro che non fanno niente di male. Questo è il colmo dell'ingiustizia »

L'idea di un'incarnazione di Dio è per Celso assurda: perché la razza umana dovrebbe considerarsi tanto superiore alle api, alle formiche e agli elefanti da essere protagonista di questo esclusivo rapporto con il proprio preteso creatore? E perché Dio dovrebbe scegliere di incarnarsi proprio come ebreo? Complessivamente l'idea cristiana di una provvidenza che tiene in così grande considerazione gli esseri umani in quanto tali, ed una singola nazione tra loro, è considerata priva di senso, un insulto alla divinità.

Il suo lungo scritto si conclude con un’appassionata e civile  esortazione ai cristiani:

« Venite, non tenetevi a distanza dall'attuale regime politico. Schieratevi a fianco dell'imperatore. Non cercate di costruirvi un altro impero, o di acquisire delle posizioni speciali. È un'apertura che voi potreste fare alla pace. Se tutti dovessero seguire il vostro esempio e astenersi dalla politica, la gestione di questo mondo cadrebbe in mano ai selvaggi barbari senza legge. »

Due mondi si scontrano, l’uno interessato al miglioramento della  condizione umana, sociale e politica, l’altro occupato a vendere una soluzione nell’aldilà.

Purtroppo ha vinto il secondo.    

Annamaria Beretta

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