La condanna al rogo del filosofo Giordano Bruno. Roma, 8 febbraio 1600.

Se qualcuno, nella nostra Europa di oggi, dovesse rilasciare interviste menzionando positivamente questo o quel ministro di stati dittatoriali del passato, andrebbe sicuramente incontro a sanzioni più o meno gravi. Questo sano principio non si applica evidentemente alla “casta divina” , definizione di Massimo  Gramellini, coniata per la pompa magna, con cui sono state fatte di recente le esequie in Santa Maria Maggiore a Roma al già cardinale di Boston, insabbiatore seriale di pedofili, Bernard Law.  La sua autentica e terrificante storia fu portata al cinema che vinse un Oscar.

Parlando candidamente con il giornalista del quotidiano tedesco Die Zeit, il cardinale Gerhard Mūller, sostiene che il suo grande maestro, l’uomo al quale, ogni giorno con trepidante venerazione, si ispira,  è Roberto Bellarmino, cardinale capo inquisitore  a Roma ai tempi di Galileo Galilei, Giordano Bruno e Tommaso Campanella e oggi santo.   I processi inquisitori e le condanne eseguite tra la fine del cinquecento e l’inizio del seicento portano tutti la sua firma.

La colpa di cui si sono macchiati questi scienziati e filosofi? Conoscere, leggere e studiare in autonomia, sviluppando nuove ipotesi di pensiero.  Reato gravissimo, da punire in modo esemplare affinché nessuno abbia a seguirli e, non sia mai, inizi a ragionare, senza timore, con la propria testa.

Galileo Galilei si salvò ma dovette abiurare, negando concetti che oggi riteniamo normali, Tommaso Campanella dopo infinite  torture,  al decimo processo,  si finse pazzo. Giordano Bruno, il 17 febbraio del 1600, dopo otto anni di processi e molte torture, fu portato in campo de’ Fiori, luogo dell’esecuzione.

Roma 8 febbraio 1600. Palazzo del Sant’Uffizio.

NOI chiamati dalla misericordia di Dio e invocato il nome di nostro Signore Gesù Cristo e della sua gloriosissima Madre sempre vergine Maria:

DICHIARIAMO

Te, frate Giordano Bruno eretico impenitente, pertinace ed ostinato e perciò incorso in tutte le censure ecclesiastiche per aver sostenuto l’esistenza di mondi innumerevoli ed eterni.

NOI condanniamo i tuoi libri come eretici ed erronei. Siano essi bruciati avanti le scale di san Pietro.

Tu, frate Giordano Bruno eretico ostinatissimo sarai spogliato nudo e con lingua inchiodata, legato ad un palo e arso vivo.

In ginocchio ascoltò  Giordano Bruno il verdetto e a lettura finita si alzò in piedi e rivolto ai suoi  inquisitori esclamò:

“ Forse con maggiore timore pronunciate contro di me la sentenza di quanto ne provi io nel riceverla.”

“Non so quando, ma so che in tanti siamo venuti in questo secolo per sviluppare arti e scienze, porre i semi della nuova cultura che fiorirà, inattesa, improvvisa, proprio quando il potere si illuderà di avere vinto. “

Che sia arrivata l’ora?

Annamaria Beretta