La pedofilia clericale apre il vaso di Pandora.

"E’ un paese povero senza risorse, né grano, né miniere, abitato da gente fanatica, invasata dal loro dio e governata dai sacerdoti che controllano tutto e accumulano oro. “

Così deve aver pensato il generale romano Pompeo dopo essere arrivato al comando delle sue truppe  in Giudea, nel 60 a.C.,  nessun veto lo ferma e mosso dalla curiosità di capire,  varca la porta proibita del tempio di Gerusalemme, dove è conservato l’immenso  tesoro in oro zecchino.

Nulla di diverso da quello che succederebbe oggi se qualcuno varcasse la porta dello Ior e potesse leggere i numeri segreti dei valori in possesso alla banca vaticana.

A che serve tutta questa ricchezza se oggi come ieri viene investita nei riti, nell’autocelebrazione e nella  conservazione del potere?

I romani la domanda se la sono posta, non riuscivano a comprendere come, con tanta disponibilità economica, la classe sacerdotale giudaica non volesse assolutamente investire in benefici per la popolazione. Il tiramolla è durato un secolo  e poi si è arrivati allo scontro finale. A Gerusalemme nel 70. d.C. si è consumata la più violenta battaglia dell’antichità, con un milione di morti e centomila prigionieri. Il tempio distrutto e la città pure.

In quella epica battaglia si scontrano due modelli sociali, quello romano basato sulla centralità dello stato, fatto da cittadini con tanti diritti e altrettanti doveri, e quello giudaico, dominato dalla religione che controlla tutto e dispone tutto.  

Chi ha vinto? Apparentemente Roma che ha posto i suoi vessilli imperiali sulla città in fiamme, sostanzialmente la cultura giudaica cristiana che piano, piano, secolo dopo secolo,  in modo molto subdolo ha preso possesso dei beni,  dell’assetto religioso e politico dell’impero romano, distruggendolo e sostituendolo con il proprio.  

Ed eccoci qua, spenti nella conoscenza, incapaci di ragionare in modo autonomo, di riflettere, assuefatti alle credenze e  succubi di un mondo, che ha imposto il suo pensiero su molti aspetti intimi  della vita umana,  negando il corpo e  la sessualità,  esaltando senza rimedio sofferenze di ogni tipo, spostando l’attenzione dalla vita alla morte, senza possibilità di smentita,   e quel che è peggio,  piegando l’esistenza di uomini e donne  sotto il carico di un inesistente peccato originale da cui far scaturire gli infiniti  sensi di colpa e il disagio di vivere, con la felicità di chi produce psicofarmaci.  

Un progetto reso possibile solo con un uso assiduo e spropositato della violenza. Nessuno consapevolmente si sarebbe arreso a queste idee balzane e totalmente  contrarie alla dignità umana e  questo dimostra quanto siamo manipolabili.   

Le mie radici, non mi stancherò di affermarlo,  affondano nella libertà emancipante della cultura greco romana, mi rifiuto di assecondare l’idea di un dio che programma la nascita di  un figlio attraverso l’unione dello spirito santo con una vergine,  per sacrificarlo con un massacro indegno. E’ terribile. Per fortuna è una storia inventata da Paolo di Tarso  che nulla ha a che fare con Gesù. Ci renderemo conto un giorno? Penso di sì. La pedofilia clericale sta scoperchiando il vaso di Pandora rendendo palese tutto ciò che fino a ieri per tanti non lo era.  

Annamaria Beretta

P. S.: Nella mia nuova casa ho una terrazza, uno spazio fiorito  che mi permette di fare incontri.  Chi desiderasse  partecipare si metta in contatto con me, dirò argomenti, tempi e luogo.

Il 25 maggio è andato in vigore il nuovo regolamento per la privacy  nell’utilizzo dei dati. Da tanto tempo in fondo alla mia newsletter c’è un’indicazione con la dicitura: disiscriviti, è giusto che si riceva solo ciò che si desidera ed è improprio l’utilizzo degli indirizzi mail per altri fini che non quelli della comunicazione.