ieri come oggi. La storia si ripete.

 

I primi decreti di  espulsioni dall’Urbe dei seguaci della nuova religione invisi all’intera  popolazione di Roma portano la firma dell’imperatore Claudio (10 a. C. 54 d.C.). Ricevono  un foglio di via obbligatorio un certo Chrestos definito  impulsore e credo che stia per agitatore e i due coniugi tessitori, Aquila e Priscilla, che ritroviamo nella città di Efeso a colloquio con Paolo di Tarso e in procinto di ritornare a Roma. A fare cosa?  

Qual è l’accusa che l’amministrazione romana,  aperta ad ogni ipotesi religiosa e infinitamente tollerante,  muove a questi signori? Per ora non esiste un documento che testimonia ciò che hanno fatto o detto, per meritarsi l’esilio forzato,   la storia ci preclude  la conoscenza.  Sappiamo che alcuni di loro predicano la fine del mondo e l’apocalisse imminente. Immagino la felicità dei romani nell’udire queste parole.

Intanto le espulsioni sono nominali,  solo alcuni giudei vengono cacciati mentre altri, i più, continuano tranquillamente la loro vita e mantengono nel pieno rispetto di tutti anche le loro  diverse e originali pratiche religiose.

Poiché la storia si ripete, ciò che è successo nella Roma antica di duemila  anni fa, potrebbe trovare spiegazioni nella situazione di oggi. Nei nostri Paesi a tradizione democratica mal si sopporta che qualcuno usi la religione per imporre concetti arcaici  o  peggio per minare assetti istituzionali  e chi aderisce a proclami terroristici,  giustamente, viene punito con l’espulsione immediata.    

Ma se un giorno dovesse vincere l’ organizzazione criminale,  che chiamiamo Isis,  che si serve di attentati per imporsi, quale potrebbe diventare  il giudizio obbligatorio su questi disgraziati invasati e ignoranti, autori dei crimini?  Non sarebbero forse considerati martiri o perseguitati?  E le loro malefatte non sparirebbero forse dalle pagine della storia per lasciare spazio a letture indulgenti e propagandistiche? E noi tutti non saremmo obbligati con la violenza a seguire precetti, modelli e stili di vita a noi estranei?

E’ successo questo ai tempi di Claudio, di Nerone e di altri imperatori romani accusati di persecuzioni? Non lo so ma ci ragiono. Le condizioni sono uguali. Nessun pagano voleva essere cristiano come oggi nessun cittadino europeo vuole diventare estremista islamico. A parte le eccezioni, ieri come oggi. 

Di certo la cultura ricca dalle mille sfaccettature, aperta e tollerante quale era quella greco romana è stata sostituita da quella misogina,  greve e chiusa, giudaico cristiana.  Dalla positiva figura di Enea che porta sulle spalle il vecchio padre e tiene per mano il figlio in un progetto di vita aperto e emancipante  si è passati alla cultura della morte, del peccato  e della colpa,  dove il genitore supremo, nonché dio, progetta la nascita del  figlio per offrirlo in un sacrificio. Terribile.  

Credo che ogni bambino sia traumatizzato da questa storia, contro Natura, inventata da Paolo di Tarso,  perfezionata da Agostino d’Ippona  che contiene  le radici del nostro malessere.

Venerdì 15 giugno, nel tardo pomeriggio dalle 17  apro la mia terrazza, è uno spazio fiorito e ventilato, se piove non ci si può stare,  dialogare è importante e non ci sono temi che non possano essere discussi e visti da altre prospettive.

Annamaria Beretta