Abusi e omissioni, il caso italiano.

Ho letto con attenzione il dossier inviato alla sede ONU di Ginevra,  38 pagine  di analisi,  documentazioni legali,   intercettazioni legali, che sono  atti pubblici.  Ne esce uno spaccato incredibile, un’immagine alla quale molti non sono abituati, che racconta menzogne, superiorità e indifferenza alla sofferenza del genere umano.

Di cosa parlo?   Del caso di pedofilia ad opera di un giovane prete che ha abusato un ragazzino di quindici anni. Coinvolti il vescovo di Milano e di Brescia e un folto gruppo di preti e prelati. Delpini, vescovo di Milano, mente sapendo di mentire all’autorità giudiziaria.  Tremolada, vescovo di Brescia,  ha la sicurezza di chi è sempre al di sopra delle parti e pensa di non dover rispondere mai alla giustizia umana. (Nella città di Adelaide un prelato è stato condannato a dodici mesi di carcere per aver coperto un abuso). Il cardinale Scola riceve i genitori angosciati con tre anni di ritardo e punta il dito su Tettamanzi, il suo predecessore.   

In questo gioco di ipocrisia, di irresponsabilità, di accuse pesanti dell’uno verso l’altro, nessuno si preoccupa della salute del ragazzo, oggi maggiorenne,  che nel tempo di una notte è entrato nell’abisso, vita stravolta, scuola interrotta e quattro tentativi di suicidio. Le attenzioni di questi personaggi, come li devo chiamare? sono tutte rivolte alla protezione della casta clericale e del  giovane parroco che, poverino, è costretto a tornare dalle ferie per rispondere alle domande del vescovo Delpini, che nell’intercettazione  dice: - dobbiamo stare attentissimi!!!

Non vado oltre, vi chiedo solo di leggere,  http://retelabuso.org/– abusi e omissioni il caso italiano,  perché la conoscenza dei fatti è importante.  

Ogni venerdì, se non piove,  dalle diciassette in poi apro la mia terrazza fiorita e ventilata, l’obiettivo è l’incontro. Di cosa si parla? Di quello che ci piace.

Annamaria Beretta