Le nostre radici greco romane. Come abbiamo potuto dimenticare tutto?

L’esempio di come vivevamo quando ancora non eravamo contaminati ed assuefatti alla cultura giudaico cristiana ce l’abbiamo sotto il naso, ed è Pompei, per fortuna la città è emersa in tutto il suo splendore  durante il diciottesimo secolo, non oso pensare alla fine che avrebbe fatto se qualcuno avesse iniziato a far affiorare affreschi e statue in pieno medioevo. Sarebbe stata definita il luogo del peccato immondo e considerata giusta la punizione che dio ha riservato ai suoi abitanti, dediti agli atti impuri, alla lussuria e via dicendo.

L’emozione che si coglie, frequentando la città,  in attesa che i veri abitanti facciano ritorno,  è la serenità della vita e la convivialità. Ogni occasione era ottima per fare feste, perché quella contrizione sotto forma di sofferenza costante e continua ancora era di là da venire.

Nessuno avrebbe potuto affacciarsi sulla sommità di un tempio e rivolgersi ai pompeiani dicendo loro: siete tutti peccatori. In un primo momento le parole avrebbero creato sconcerto: - che ha detto? Cosa vuol dire? Che parola è? – A quei tempi la gente voleva comprendere ed era lontana dal verbo  credere.

Poi, dopo averne afferrato il senso, l’avrebbero zittito, non so come. I pompeiani erano abituati alla responsabilità, al rispetto di tutte le regole civili. Nessuno avrebbe varcato la soglia di un armadio raccontando a qualcuno all’interno  fatti e misfatti, uscendone indenne dalle colpe e dai reati commessi. Le regole c’erano ed erano severe. Nel cinquantanove d.C. una rissa scoppiò durante uno spettacolo di gladiatori tra i pompeiani e gli abitanti di Nuceria Alfaterna. L’imperatore Nerone portò la vicenda al senato romano e venne deliberata la chiusura dell’anfiteatro per dieci anni.

Valori fondamentali del cittadino romano erano la virtus, la gloria, la libertas, la pietas, la fides, la dignitas. Ogni giorno ci si recava alle terme, senza pudore alcuno, altro termine sconosciuto,  ci si immergeva nell’acqua, calda, fredda, tiepida,  delle tante piscine,  si conversava amabilmente, si facevano affari, si discuteva di tutto. Poi si passava nelle biblioteche adiacenti alle terme. La cultura era gratuita e a disposizione del popolo che sapeva leggere e scrivere.  Gli schiavi erano tutelati  dalla migliore legislazione del mondo, nessuno poteva disporre di loro a piacimento come hanno fatto i negrieri molti secoli dopo nell’Europa ormai giudaico cristiana.     

I rapporti tra uomini e donne erano sereni, poichè le tante divinità erano sia maschili che femminili ed è un principio importante. Nessuno nasceva con una macchia, sfido chiunque a trovare questo passaggio nella Bibbia.  Potrei continuare all’infinito.

Chi ha rovesciato il nostro modello di pensiero,  in modo così violento che facciamo fatica a riprenderne i fili tanto da considerare normale ciò che culturalmente non ci appartiene? Ecco la ragione per cui ho scritto Immanuel, disponibile alla lettura tra poco.

Annamaria Beretta

P.S.: buone vacanze per chi parte e a chi resta io propongo di venerdì se non piove la mia deliziosa terrazza. Dalle diciassette in poi.