Nel parco dell'acqua. Prossimamente.

Nel parco dell’acqua. Prossimamente.

E così ho trovato il luogo dove presto presenterò il mio libro, Immanuel,  ed è perfetto, un parco che ha per tema l’acqua. Nel tempo classico vi erano sicuramente le terme e la biblioteca. Si trova sul finire della  piazza Arnaldo che   ancora porta con evidenza  l’impianto del circo dove si svolgevano le corse dei carri e le manifestazioni sportive. Come non riconoscere la forma ovale  con la sua aiuola centrale, la lunghezza perfetta e l’impronta romana sull’austero edificio con le gradinate e le immancabili fontane?  La giovane direttrice del parco dell’acqua in largo Torrelunga,  che oltretutto viene dalla città eterna, mi dice meravigliata: - è vero.

Attraverso i simboli e i segni si riattiva la conoscenza affermava il grande filosofo Giordano Bruno.

Ricomincio dall’acqua, gli ingegneri romani ne conoscevano il segreto, l’hanno portata ovunque nel mondo mediterraneo e ancora le imponenti strutture reggono la sfida del tempo.

Il povero Ponzio Pilato voleva dal gran sacerdote i soldi per l’acquedotto. Come dargli torto? Non si dava pace che ci fosse qualcuno che al bene del popolo anteponesse il culto religioso.

  • Questi giudei sono fanatici, talmente asserviti al loro dio  tanto  da calpestare l’umano.

Quando il procuratore romano Gessio Floro ordinò che fossero prelevati diciassette talenti dall’immensa ricchezza del tempio fu l’inizio della guerra e sappiamo cosa successe. Non avremmo mai immaginato che una setta giudaica arrivasse fino a Roma a sovvertire l’intero mondo antico.

I libri di storia addebitano la caduta dell’impero alle invasioni barbariche ma basta leggere il - De civitate dei  - di sant’Agostino per recepire l’esultanza per la fine di Roma, prostituta adorante delle false divinità.

Una nuova morale si è imposta totalmente avulsa dai principi che fino a quel momento erano condivisi, cammina su concetti sconosciuti: peccato e senso di colpa, frantuma il rapporto consolidato dell’uomo con la Natura e sovverte perfino il tempo. Tutto deve partire dall’anno zero.

“Un evento singolare che rivendica il valore assoluto è insensato, esso viene meno alla legge fondamentale che governa l’ordine cosmico e non può che portare follia, violenza e caos. Ogni via di conoscenza è legittima a patto che sappia riconoscere la propria relatività. ”

Sono le pacate parole di Porfirio filosofo, allievo nella scuola di Alessandria di Plotino.

Possiamo oggi dargli torto?

Annamaria Beretta

P.S.: solo con il bel tempo e spero che ancora rimanga apro la mia terrazza di venerdì, dalle ore 17.