Il corpo negato. Dal paganesimo al cristianesimo.

L’ho scritto più volte,  è Paolo di Tarso il vero fondatore del cristianesimo, è lui che con cinismo e partendo dalle sue disgraziate condizioni fisiche, tanto da pronunciare con lo sguardo  rivolto a se stesso una locuzione terribile: “io sono l’aborto di dio”, diffonde la nuova religione.  

Immagino quanto sia stato difficile per lui percorrere in lungo e in largo le strade dell’impero e trovare gente serena, con sani e giusti principi morali,  che elevava inni di gioia quotidiani alla vita, che considerava normale e non una schifezza e tantomeno un peccato  l’attività sessuale, che non mostrava segni di fanatismo nei confronti delle divinità. Le donne cominciavano ad avere diritti, il divorzio era facile e  possibile ed anche un nuovo matrimonio se desiderato. Inoltre potevano prendere la parola nelle assemblee pubbliche.  Tutti principi cancellati con un colpo di spugna, quando la religione paolina prende il sopravvento. Non c’è traccia di Gesù nelle tristi e aberranti parole di Paolo.  

  • Dovete essere come me – andava dicendo in tutti i luoghi che lui toccava e i pagani lo guardavano storto con una sorta di commiserazione. – Cosa vuole costui? E’ forse l’ennesimo ciarlatano?  - e lo cacciavano via.

Ma il progetto si è concretizzato proprio come lui l’aveva previsto.  – Se io soffro, tutti devono soffrire, se il mondo diventa come me io sarò normale.-  E così è successo.

Abbiamo vite spezzate, il corpo ferito, annientato da una religione  che non ha fatto altro che imporre dogmi contro Natura, attraverso il clero che si è macchiato e tuttora si macchia di crimini orrendi.

C’è un bimbo di diciotto mesi tra i mille  abusati dal clero  in Pennsylvania, sono piccoli, hanno  tra gli  otto e i tredici anni,  i 3677 bambini violati dai preti cattolici in  Germania. Mele marce? No. E’ un sistema coerente lontano anni luce dalla saggezza della Natura e che ha la pretesa di dominare su tutto e tutti.   

  • Mi hai insegnato tutto:  – scrive Flavio al padre romano, ex prefetto della Giudea -  i valori , i costumi degli antenati, la fedeltà, la pietas che è giustizia verso gli dei, la dignità dello stato come rappresentante del popolo,  la virtus che è  ricerca del bene della comunità, l’autorità,  la gloria, la dignità, l’umanità, la clemenza, l’amicizia, la concordia, l’onore, la costanza, l’esempio  e infine la pace,  il bene supremo al quale sacrifichiamo la vita e per il quale impariamo ogni giorno le regole della guerra,  fin da piccoli. ( Immanuel capitolo 30)

Un altro mondo, un’altra Storia, la nostra Storia greco romana.  

Sabato 29 settembre alle ore 17 presento Immanuel al parco dell’acqua in largo Torrelunga a Brescia.

Annamaria Beretta

P.S.: solo con il bel tempo vi aspetto ogni venerdì pomeriggio sulla mia terrazza con la fioritura settembrina.