Immanuel corre.

Da Piera, che ringrazio,  ricevo questo commento a Immanuel.

“Grazie Annamaria per avermi invitato alla presentazione del tuo ultimo libro. Hai descritto la tua creatura con un’ enfasi e trasporto tali... che sono stata costretta a leggerlo d’un fiato. Mi è piaciuto molto, come scrivi, la tua versione di una storia così famosa ed importante e tutto l’amore che emerge. Buona lettura a tutti”.

Mi farebbe piacere ricevere pareri discordi, costruiti su presupposti diversi dai miei, a patto che non siano  la solita tiritera dell’unica verità, bla...bla... perché non ci sto, chiedo qualcosa di più.

Dopo tanto studio ancora fatico a capacitarmi come una religione medio orientale con presupposti e cultura totalmente diversi per non dire avversi al nostro variegato e colto mondo greco romano abbia potuto imporsi e se non si comprendono i meccanismi ciò che è accaduto potrebbe di nuovo succedere. C’è una nuova religione all’orizzonte, non aspetta altro che condizioni opportune le permettano di rovesciare il nostro mondo, così come il pensiero giudaico cristiano ha fatto nel quarto e quinto secolo, distruggendo l’impero romano.

Lorenzo Valla uno studioso vissuto al tempo dell’umanesimo dimostra la falsità della donazione di Costantino un documento dove l’imperatore,   alla vigilia della sua partenza per Costantinopoli nel quarto secolo,  dichiarava di cedere tutti i beni dello stato alla chiesa.  Così abbiamo perso le basiliche dove i magistrati romani incontravano il popolo, le curie che funzionavano come uffici dello stato civile, i templi distrutti e trasformati in chiese e  i tanti palazzi che rendevano Roma la città più bella del mondo. Il mausoleo di Adriano trasformato in castello (sant’Angelo) al servizio della sicurezza dei  papi, spogliato dei marmi e delle colonne che lo circondavano in uno splendore senza eguali. Il Pantheon costruito per rendere omaggio a ogni divinità conosciuta o no, trasformato in chiesa non prima di aver distrutto statue, affreschi e decorazioni incredibili a base d’oro,  anche lui spogliato dell’oculo utilizzato nella cupola di san Pietro.

Potrei continuare a lungo, basta questo dato: Roma nel primo secolo ha un milione di abitanti nel quinto secolo si arriva a diecimila e non è a causa dei barbari. Le biblioteche pubbliche sono distrutte, le terme chiuse, le scuole non esistono più, le latrine tantomeno. Sporcizia, ignoranza e malattie, sostituiscono il principio romano mens sana in corpore sano.  Nuove parole sconosciute si diffondono con la paura della morte: peccato e senso di colpa. Per fortuna è arrivato il rinascimento e la nostra storia antica ha iniziato a riemergere, con le parole  di Virgilio, Lucrezio, Plinio il vecchio e Marco Vitruvio Pollone e molti grandi del pensiero antico.  

Annamaria Beretta

P.S.: Il mio libro “Immanuel” è in vendita sia in forma cartacea che in ebook sul sito youcanprint oppure si può prenotare in una qualsiasi libreria Feltrinelli.