Anania, Saffira e il pericolo delle sette religiose.

Il grande pittore francese  Nicolas Poussin dell’episodio ne ha tratto un magnifico dipinto, oggi al Louvre,  cogliendo un attimo drammatico, rendendolo per sempre immobile, con Saffira  in primo piano,   sullo sfondo perfetto di magnifiche costruzioni classiche.

Anche Pomarancio  pittore italiano del cinquecento ritrae la stessa tragica scena, il dipinto si trova nella chiesa di santa Maria degli angeli e martiri,  già meravigliose terme di Diocleziano.

In tutte e due le raffigurazioni pittoriche  c’è Pietro l’apostolo con aria minacciosa e severa che puntando solo un dito nel quadro di Poussin o richiamando forze occulte e potenti nel secondo  sembra lanciare una maledizione mortale sulla povera donna a terra ai suoi piedi.

Non solo gli artisti hanno interpretato il fatto con pennelli e colori ma lo stesso Voltaire nel suo trattato filosofico l’ha esaminato, perché l’episodio agli occhi di chi ragiona risulta da sempre molto sgradevole. E’ tratto dai vangeli e racconta di questi due coniugi, Saffira e Anania che vendono un loro terreno e avendo scelto di appartenere alla nuova setta religiosa, devono obbligatoriamente versare ogni loro bene, depositandolo ai piedi di Pietro.

Ma qualcosa va storto, Pietro scopre che Saffira e Anania si sono accordati sull’importo da versare trattenendo per loro parte della somma. I due muoiono, non si capisce come, è scritto che prima uno e poi l’altra vengono portati fuori dalla sala e l’assemblea ne ebbe grande terrore.

Infarto? Colpo apoplettico? No! Decapitazione e lo dice lo stesso Papa, chiarendo i dubbi di secoli, con poche parole pronunciate normalmente in una riunione recente: “pensate ad Anania e Saffira, quei due che volevano truffare la comunità: uno scandalo. Pietro ha risolto in modo chiaro lo scandalo, in quel caso: ha tagliato la testa a tutti e due.”

Alla faccia della misericordia, dell’amore e ovviamente il tutto  per vile denaro. C’è da riflettere.

Quanto ho studiato e riflettuto  per scrivere il mio libro, analizzando fatti antichi sui quali bisogna avere ancora oggi mente libera e  aperta.

Da Margherita, che ringrazio,  ho ricevuto questo commento: “ Ho letto Immanuel e mi é piaciuto. Hai spogliato del mito le varie storie, reso così familiari gli ambienti, le attività, le parole dei protagonisti da sentirli non troppo lontani da noi. Nei dettagli delle vite che descrivi, nei pensieri, nelle affermazioni che attribuisci ai tuoi personaggi leggo tanto di te stessa e, per come credo di conoscerti da amica di vecchia data, trovo, insieme alla tua solita fermezza e convinzione una maggiore pacatezza di giudizio, una bella maturità espressa con amore, desiderio e anche eros.
Come vedi l'aspetto storico/politico lo lascio a chi ne ha competenza. Posso solo dire che il potere in qualsiasi modo si manifesti crea sempre danni anche solo collaterali.”

Annamaria Beretta

P.S.: Immanuel è in vendita sia in forma cartacea che in ebook sul sito youcanprint  oppure può essere ordinato in libreria.