L’uomo di Vitruvio e l’uomo crocifisso. Due mondi opposti.

Se, come ci raccontano con la dottrina,  l’arrivo della nuova religione giudaico cristiana fosse il frutto della buona novella annunciata, non avrei nulla da dire. Un nuovo pensiero si fa strada, colloquia con quello precedente e dall’incontro nasce qualcosa di nuovo. Così non è avvenuto. La nuova religione è un corpo pesante e totalmente  estraneo al mondo mediterraneo, è  fatto di regole e dogmi che travolge tutto e tutti, fa strage di monumenti, di leggi, di conoscenza, di tradizioni, per imporsi ricorre al crimine, alle carneficine, all’eliminazione fisica degli avversari, con l’inganno si impossessa del potere temporale di  Roma ne adotta gli emblemi e i titoli.  

Tutto avvenne dal quarto al quinto secolo,  da Costantino passando per Teodosio,  salvo una breve parentesi concessa dal mite  Giuliano, imperatore colto e poeta,  che proprio perché cerca di riportare, ricorrendo al pensiero filosofico antico,  una sana equità di vedute, viene bollato come apostata.

Ci sono due immagini che raffigurano il mondo antagonista del tempo.  La prima è l’uomo di Vitruvio resa famosa da Leonardo,  il disegno è dell’architetto romano  Marco Vitruvio Pollione ed è a corredo delle pagine scritte  insieme a  tanti altri, andati distrutti,  del suo libro, il “De Architectura”, oggi testo in uso nelle università, mentre duemila anni fa, stava sul tavolo di lavoro di ogni governatore delle province imperiali. Era uno strumento indispensabile, da consultare ogni volta che si affrontava  la ricerca dell’acqua sorgiva, la costruzione di acquedotti, dei ponti, delle strade,  dei teatri e delle terme.  Le parole d’ordine vitruviane sono:  solidità, funzionalità e bellezza.    

Vitruvio disegna un cerchio, che simboleggia il tempo ciclico della Natura e il cosmo, aggiunge un quadrato,  rappresentazione dei quattro elementi, acqua, aria, fuoco terra e dentro le due figure geometriche inserisce alla perfezione un uomo, con sguardo diretto, viso aperto, mani e piedi in movimento e sesso in vista.

L’altra è la crocifissione ed è la risposta precisa e manipolatoria, sottilmente psichica,  di chi vuole imporre il suo opprimente pensiero. Via il cerchio, la Natura non serve, via il quadrato, gli elementi sono estranei,  rimane un uomo dal capo reclinato la cui testa è cinta da una corona di spine,  che impedisce il pensiero, le mani e i piedi sono inchiodati, così che  nessuna azione è permessa, nessun luogo è raggiungibile. Il sesso è nascosto.

Mentre la prima immagine richiama un equilibrio armonico, la seconda genera angoscia e paura, e l’intento è proprio questo.  

Fin da piccola mi chiedevo come fosse possibile avere una religione così lontana dalla nostra storia, non riuscivo a cogliere il nesso con i luoghi medio orientali.  Facevo domande e   nessuno mi rispondeva, così  ho iniziato a studiare. Nel mio libro Immanuel racconto l’impatto tra questi due mondi e svelo  chi ha portato a Roma la nuova religione. Né Paolo, né Pietro, quest’ultimo nell’Urbe non è mai arrivato,  ma...  una donna, che per la misoginia imperante è costretta ad usare uno pseudonimo.

Annamaria Beretta

P.S.: Il mio libro "Immanuel" è in vendita sia in forma cartacea che in ebook su youcanprint, oppure può essere ordinato in libreria.