La sessualità, il peccato più grave. Che storia!

  • Nella colpa sono stato generato, nel peccato mi ha concepito mia madre. -  Chissà quante volte abbiamo udito queste parole, le abbiamo fatte scivolare nell’inconscio senza dare loro il giusto rilievo.   Esprimono una disumanità grande e un disprezzo nei confronti della vita ancora più grande.

Concepimento, gestazione e parto vengono tratteggiati in una dimensione oscura, la sessualità umana non è gradita a dio e   dev’essere controllata, osteggiata e punita anche dove è necessaria per la procreazione.  (S.) Agostino dice: - nasciamo tra le feci e l’orina. – Poveretto!

Nasce il termine lussuria, sconosciuto al mondo pagano e contro il quale si abbatte la peggiore furia della nuova religione. E’ la colpa più grave. Così che sono le donne a farne le spese, sono loro che seguendo le orme di Eva, si sono macchiate del più deplorevole dei crimini, la seduzione dei poveri maschi.   

Basta leggere gli scritti dei padri della chiesa per rendersi conto di quale misoginia si sono resi capaci. Contro le donne, ricalcando le orme di Paolo,  hanno scritto ogni infamia. Questi testi vergognosi  non sono mai stati rigettati ma sono fondamentali ancora oggi nella preparazione (?) del clero. Tommaso d’Aquino, Agostino, Tertulliano, Ambrogio... l’elenco è lunghissimo e le parole suonano lugubri.

Perché mai dobbiamo avere una religione peraltro ben finanziata dallo stato che propone codici comportamentali malsani e devianti? Che non teme il ridicolo neppure di fronte alla natività, celebrata esclusivamente da maschi celibi? Che compie sui piccoli orrende azioni, senza peraltro pagarne le dovute conseguenze? Che limita il diritto delle donne all’autodeterminazione in materia di contraccezione e interruzione di gravidanza? Che impedisce un sano dialogo tra i sessi? Che elabora e impone da una condizione avversa al genere umano disposizioni contro Natura?  Che ostacola ogni forma di conoscenza sessuale? Che vieta l’uso  di contraccettivi? Una religione che ha trasformato la sessualità da impeto vitale a  qualcosa di sporco, morboso, da vivere nell’ombra e di nascosto, da raccontare come colpa nel segreto di armadi chiusi a uomini vestiti di nero.

Eravamo abituati ad un mondo a colori, ad incontri amorosi felici raccontati sui muri dipinti delle belle  domus romane, anche i bambini  con leggerezza seguivano le tante storie di Eros, per nulla stupiti o spaventati, poi siamo precipitati in una follia disumana.

A questa religione abbiamo concesso, senza merito alcuno,  il monopolio della morale, e loro questi signori ci ripagano con un’ipocrisia smisurata. Predicano povertà e sacrifici ma ho la netta sensazione che neppure sappiano il significato di queste parole. Non so chi tra loro sa cosa vuol dire non avere i soldi per la spesa, per l’affitto di casa o il riscaldamento?

Ma la colpa più grave è di aver reso il genere umano infelice. Ci hanno tolto la gioia di vivere e dobbiamo per forza di cose riprendercela. E’ un nostro sacrosanto diritto.  

Buon anno a tutti.

Annamaria Beretta

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