Sesso e religione.

Che il clero cattolico  abbia da sempre  un serio problema con la sessualità umana è ormai noto anche ai sassi,  come si sia formata una tale mentalità che ha condizionato tutto l’occidente e non solo, un po’ meno.

Non c’è traccia nelle parole di Gesù dell’avversione alla sessualità che la chiesa ha prodotto fin dal suo inizio mentre ci sono segni inequivocabili nella predicazione di Paolo di Tarso. A lui, alla sua visione distorta della vita, della relazione tra i sessi, conseguenza logica di qualche complicazione  personale grave,  si deve l’origine della ferita nel corpo  che,  volenti  o no, tutti ci portiamo addosso. Alla sua conversione isterica e fulminea  si deve la creazione  della religione ed è, per la nostra storia dalle radici greco romane,  un autentico dramma, che ancora tardiamo ad ispezionare e conoscere.

Parla spesso Paolo di qualcosa che lo affligge che lui chiama “spina nella carne” e che probabilmente diventa la sua guida nel formulare una religione che fa della sofferenza un vessillo, senza peraltro trovare rimedi né spirituali, né pratici ma indicandola come  via veloce ai paradisi eterni.

Cosa può essere stata “la spina nella carne” se non la sua impotenza sessuale,  che lo porta a escludere la circoncisione, impensabile per un uomo del suo tempo nato ebreo. Paolo deve avere elaborato un preciso ragionamento: “se riesco a far diventare tutti gli uomini come me, io sono normale.”

Ce l’ha fatta? Direi di sì, se solo a distanza di duemila anni iniziamo a riconoscere i danni gravi di una criminalizzazione del sesso, con tutte le devianze  che questa predicazione  ha prodotto, mai sperimentata nel corso dei millenni precedenti. Mai nessuno si era permesso di dire in materia di sesso: quando, con chi, come, dove  e perché, inserendo le disposizioni disattese  nella voce che ancora risuona greve: peccato!

E i peccati si confessano  nello spazio angusto di un armadio inginocchiati davanti ad un uomo di cui non si sa nulla, né la preparazione,  né l’ esperienza di vita, tantomeno la capacità di risolvere i problemi che gli vengono sottoposti, l’istituzione che lo ha magicamente trasformato in dio certifica per lui e questo deve bastare. 

L’armadio è il luogo dei crimini odiosi dove uomini di chiesa immaturi e incapaci di relazioni adulte abusano dei bambini sui quali sfogano i loro disordini sessuali irrisolti, frutto di un’educazione morale distorta dettata da Paolo.    

C’è da riflettere.  

Annamaria Beretta

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