Antica saggezza.

Molte persone in tutta Europa, dotate di una cultura avanzata,  quindi non marginali e non classificabili secondo il criterio comune, ignorante  e banale,  come poveri,  scelgono di vivere in modo diverso, alternativo al modello economico imperante oggi.  Nessuno spreco, consumi ridotti, cibo sano, attenzione al riciclo, all’aria, all’acqua, alla terra e a tutti gli esseri viventi. Una vita semplice e condivisa, al di fuori dei canoni,  ma difficile da attuare perché il sistema, dentro il quale viviamo,  non permette le fughe, impone i suoi modelli e i suoi riti, produce disagi e malessere, vincolando all’osservanza di regole e leggi con maglie ogni giorno sempre più strette.  

Il sistema è fatto da norme economiche, sociali, giuridiche ispirate dalla  religione, ciò significa che tutto il nostro rigido  ordinamento è costruito da un pensiero maschile peraltro celibe, costantemente e violentemente contro Natura e tutto lo dimostra.   

L’incredibile storia religiosa, inventata da Paolo di Tarso, vede protagonista un dio bizzarro e incline all’ira che un giorno decide di fare un figlio, no non nel solito modo, ma con l’aiuto dello spirito santo, che mette incinta una vergine che a sua volta darà alla luce un bambino pronto per il massacro deciso da dio suo padre, ancora prima della sua nascita. Applicando l’intelligenza tutti siamo in grado di leggere in questo passaggio un sadismo infinito, difficile da raccontare ai bambini,  e ogni domenica siamo chiamati a celebrarlo diventando così complici di una ingiustizia intrisa di masochismo, nell’indifferenza totale degli effetti,  che è ipocrisia.

In un contesto sano la vittima innocente glorificata non esiste, l’ etica richiede che siano i colpevoli di misfatti ad essere giudicati e a pagarne le conseguenze ma nel mondo rovesciato governato da principi distorti, che siamo tutti in grado di vedere, si applicano altre regole.

Così i preti pedofili non vanno in carcere, sono protetti dall’istituzione e  avvolti  da una connivenza silenziosa, preoccupante. Sono rare le voci che si levano, per altro molto nitide, a riprova che l’urlo della coscienza è più forte di qualsiasi credo e  imposizione, ma i soggetti “disobbedienti” vengono ripresi e puniti.

E’ emblematico il caso del padre Vignon, canonista, che ha lanciato ad agosto una petizione,  chiedendo le dimissioni del cardinale Barbarin di Lione, oggi condannato a sei mesi di carcere con la condizionale per avere coperto i molteplici  abusi di un prete della diocesi. Padre Vignon ha perso il posto di canonista ma non ha smesso di proclamare il suo dissenso. E tutti gli altri? Zitti, il capo chino, pronti ad obbedire a qualsiasi ordine che parta dall’alto mettendo così a rischio l’assetto democratico in ogni angolo del pianeta che vede la loro presenza.   Basta leggere la storia.

C’è un unico modo per risolvere la situazione ed è in primis  la fuoriuscita  dalle greggi, con la consapevolezza  che  abbiamo tutte le capacità individuali per  analizzare ciò che è giusto o sbagliato, dobbiamo solo recuperare quella saggezza antica che abbiamo sempre avuto e che racconto nel mio libro Immanuel.

Annamaria Beretta

P.S.: Immanuel è in vendita su prenotazione nelle librerie. A Brescia da Einaudi o Tarantola.