Le origini del cristianesimo.

Roma e tutte le città dell’impero dal quarto secolo hanno cambiato il loro volto, edifici che avrebbero sfidato il tempo, come le piramidi,  irripetibili nella loro solidità ingegneristica e bellezza architettonica sono stati ridotti a ricche macerie, da cui prelevare marmi, colonne, fregi, bronzi, bacili,  utili   per costruire nuovi palazzi e luoghi di culto per la nuova religione. Le tristi immagini delle statue del Buddha fatte saltare con la dinamite dai talebani sono ben poca cosa di fronte alla devastazione immane  portata ai millenari luoghi di culto  e alle magnifiche costruzioni del tempo classico. Hanno bruciato intere biblioteche dove era custodito il sapere millenario dei popoli, penso ad Alessandria d’Egitto, hanno cambiato in un batter d’occhio lo stile di vita di milioni di  persone, vietando loro le terme, il teatro e ogni luogo di incontro che non fosse per il rito religioso. Hanno soppresso la scuola, perché evidentemente con l’ignoranza si domina meglio. Hanno violentato la sessualità di uomini e donne creando così il corpo ferito dell’occidente di cui nessuno è immune.   Hanno imposto con la forza  un dio bizzarro e violento, che nessuno tranne pochi voleva. Come hanno fatto a vincere?  I numeri non erano certo dalla loro parte, Teodosio, imperatore cristiano,  poteva contare sul cinque per cento dei cristiani, il resto dell’impero era pagano. Lo studioso e archeologo francese Paul Veyne sostiene che ancora non abbiamo realizzato e soprattutto indagato su  come una minoranza strutturata alla maniera di un esercito abbia scalato con successo e avidità il potere. Praticamente un colpo di stato religioso/militare. Ma è il fine che ancora non è chiaro e prima o poi deve emergere.

Sono passati sedici secoli un’inezia rispetto alla giustizia del tempo che ancora esige la spiegazione della brutalità esercitata nei confronti di uomini e cose e che ha continuato fino a tre secoli or sono. – Bruciavamo vivi gli eretici fino a trecento anni fa. – Dice il Papa con grande leggerezza nella sua conferenza al ritorno da Rabat.

Questa affermazione che scivola nell’indifferenza, quasi fosse normale bruciare vive delle persone con l’unica colpa di avere un pensiero difforme,  dovrebbe invece indurre alla riflessione. Le leggi sono cambiate e non è più concesso loro di farlo, altrimenti ancora avremmo i roghi sulle piazze, lo capisco da chi mi scrive non ti voglio neppure parlare.

Di fronte a una tale crudeltà e violenza bastano quattro scuse e una formula di pentimento? E’ una domanda che mi pongo osservando questi signori, che ogni volta che sono alle prese con crimini piuttosto gravi rispondono da tutte le latitudini  con le stesse identiche parole. – Ci dispiace, ci vergogniamo, chiediamo scusa…- . E vanno avanti.

E se i seguaci dei sanguinari dittatori del mondo tornassero e con poche parole di circostanza e la faccia contrita, dovessero ammettere i loro crimini dicendo: - sì, è vero abbiamo sbagliato, chiediamo scusa, - quanto saremmo disposti a riconoscere le giustificazioni portate  e a permettere loro di ricominciare a governare i pezzi di mondo?

Nei confronti della religione non abbiamo la minima soglia di attenzione, ci beviamo tutte le storie più assurde e ridicole che ci vengono raccontate, ci fermiamo alla superficialità accettando di fatto la manipolazione e l’inganno. E’ stata la massiccia dose di violenza subita  a renderci così succubi e vulnerabili, incapaci di  reagire ma soprattutto di pensare?

Annamaria Beretta

P.S.: Immanuel può essere richiesto in ogni libreria e vi ringrazio per la lettura. Racconto un mondo che era fantastico, prometteva molto bene  ed è stato distrutto.