Iside, la prima strega.

Il simbolo di Parigi è una barca e il nome della città svela il perché, Par- is  indica la presenza della  dea Iside che alla guida solitaria della sua barca naviga impavida sul Nilo alla ricerca dei pezzi del suo amato sposo Osiride.  

La cattedrale Notre Dame de Paris è costruita su un grande tempio di Iside distrutto  ma la cultura egizia è rimasta, effigiata su un portale di pietra,  dove si vede  l’arcangelo Michele munito di bilancia giudicare le anime,  pesando di ognuna   le opere cattive e buone, ripetendo  la stessa azione del dio Anubi e della dea Maat,  narrata con dovizia di particolari nell’antichissimo libro dei morti egizio.

I templi di Iside si moltiplicano in tutto l’impero romano, Cleopatra al tempo del suo amore con Cesare ne diffuse il culto che fu subito accolto, a parte qualche eccezione, con molto entusiasmo. Nei templi isiaci a differenza di tutti gli altri, dedicati ad altre divinità, i fedeli potevano entrare e partecipare alle funzioni con i sacerdoti e le sacerdotesse. Quattro erano i riti quotidiani, oltre a cerimonie iniziatiche a pagamento che duravano un’intera notte e  garantivano la resurrezione, ovvero la trasformazione in esseri divini, al pari di Osiride che con l’aiuto di Iside riprende vita.

Quanto simbolismo in queste cerimonie, che vedono al centro una figura femminile che genera vita, Iside ricompone un corpo martoriato, quello di Osiride e di fronte alla mancanza del fallo, non si perde d’animo e lo ricostruisce in oro zecchino, così da generare Horus.

La religione cristiana che si catapulta improvvisamente nella storia, rovesciando e calpestando senza rispetto un mondo di miti e tradizioni millenarie,  fa sua tutta la liturgia isiaca, ovviamente andando a modificare ciò che era in contrasto con la sua  misoginia e la sua  sessuofobia.  

L’Egitto è riemerso con i testi di Ermes  Trismegisto nel Rinascimento e ancora con Napoleone alla fine del settecento  perché nulla è scomparso e tutto è ancora sempre lì davanti ai nostri occhi, basta solo uno sguardo più acuto e la capacità di un pensiero autonomo.  

Benevento è la città italiana più egizia, situata sulla via Appia, tappa obbligata tra Brindisi, dove approdavano le  navi provenienti da oriente, e Roma,  l’imperatore Domiziano, fratello di Tito,  vi fece costruire un grande tempio dedicato a Iside. Con l’editto di Teodosio che mette fuorilegge i culti pagani, tutto finì per  essere distrutto ma le sacerdotesse isiache fuggirono nelle campagne con il necessario del rito, e incuranti del pericolo per secoli continuarono ad officiare, diventeranno loro malgrado le streghe di Benevento, quelle che fanno i sabba, volando sulla scopa,  attorno al noce alla presenza del demonio.

Che tristezza questa storia che ha perseguitato per secoli le donne in tutta Europa fino al Nord America,  accusate  di stregoneria, torturate ed uccise con l’unica colpa di essere donne e nessuno per  questo crimine orrendo ha mai pagato. Nessuna confessione, nessuna pena, eppure i dati sono molto reali ed eloquenti.   Come si può dimenticare?  Ma soprattutto come si può aderire ad una religione che nelle donne vede da sempre un nemico? Che non ha mai dato loro la parola, che le sottomette, in conflitto con le leggi degli stati democratici e allo stesso tempo, avendone bisogno, le glorifica, purché stiano rigorosamente zitte e al loro posto.

E Iside? La prima strega taumaturgica potrebbe fare il suo ritorno e rendere giustizia all’ingiustizia, operando  il primo doveroso,  saggio passo affinché il  nostro affascinante cammino umano possa procedere.   

Annamaria Beretta

P.S.: Leggetelo il mio libro “Immanuel” che un pizzico di cultura antica non fa male. La nostra storia è  greco romana e per nessuna ragione giudaico cristiana. In vendita in tutte librerie su prenotazione.