L'imperatore Publio Elio Traiano Adriano e la nuova Gerusalemme.

L’imperatore Publio Elio Traiano Adriano e la nuova Gerusalemme.

Per  duecento anni, dal centotrenta al trecentotrenta,  Gerusalemme con il nome di Aelia Capitolina, conferitole dal romano imperatore,  rivive la sua vera, originale,  ricca,  complessa e pacifica  natura pagana. Nella terra di Canaan, come in ogni altro luogo del mondo, si veneravano molte  divinità e,  prima dell’arrivo degli israeliti, documentato nella Bibbia,  nella città di Gerusalemme,  la gente raccontava, utilizzando l’ antica tradizione orale,   di aver assistito all’apparizione del dio Shalem sul monte Sion. Il dio Shalem è un dio di origine siriana, capo di tutte le divinità al pari di Giove/Zeus, padre di Ashtar, divinità femminile, il suo nome  è all’origine della parola shalom che significa pace.

Costantino il grande, dopo il concilio di Nicea del trecentoventicinque,   distruggerà la città voluta da Adriano, con  i templi di  Giove, Venere, Asclepio ( si sono trovati gli ex voto), il decumano, il cardo, il foro, il teatro e gli archi di trionfo, ricostruirà tutto   secondo un altro modello  conforme al nuovo credo.

Il suo mentore Eusebio vescovo di Cesarea a questo proposito e senza il minimo pudore  così scrive:

“Nel passato infatti uomini empi, o meglio tutti i demoni per mezzo di loro, si erano dati da fare per consegnare alle tenebre e all’oblio quel divin monumento dell’immortalità, dove l’angelo disceso dal cielo e sfolgorante di luce aveva rotolato via la pietra posta da coloro che erano di mente pietrificata e supponevano che il Vivente fosse ancora tra i morti, Egli diede il lieto annunzio alle donne rimosse la pietra dell’incredulità dalla loro mente per convincerle della vita di Colui che esse cercavano. E’ questa Grotta salvifica che alcuni atei ed empi avevano pensato di fare scomparire dagli (occhi degli) uomini, credendo stoltamente di nascondere in tal modo la verità. E così con grande fatica vi avevano scaricato della terra portata da fuori e coperto tutto il luogo; lo avevano poi rialzato e pavimentato con pietre nascondendo così la divina Grotta sotto quel grande terrapieno. Quindi, come se non bastasse ancora, avevano eretto sulla terra un sepolcreto veramente fatale per le anime edificando un recesso tenebroso a una divinità lasciva, Afrodite, e poi offrendovi libagioni abominevoli su altari impuri e maledetti. Perché solo così, e non altrimenti, pensavano che avrebbero attuato il loro progetto, nascondendo cioè la Grotta salvifica con simili esecrabili sporcizie. Quei miserabili infatti non erano in grado di capire come fosse impossibile che Chi aveva trionfato sulla morte lasciasse occulta la sua vittoria e che il Sole brillasse sopra la terra all’insaputa dell’intero genere umano quando, spuntato, percorreva il suo corso nel cielo, tanto più che la Potenza salvifica che illumina le anime anziché i corpi degli uomini già riempiva il mondo intero dei suoi fulgori. Tuttavia le invenzioni di quegli uomini atei ed empi contro la Verità duravano molto a lungo e nessuno mai né dei principi, né dei generali, né degli imperatori stessi, si è trovato adatto ad eliminare tali insolenze se non uno solo (Costantino), questo prediletto del Re universale, Dio. Egli dunque, animato dallo Spirito divino, non trascurò affatto quell’area che tanti materiali impuri mostravano occultata dall’astuzia dei nemici e che era stata consegnata all’oblio e all’ignoranza, né volle cederla alla malizia dei colpevoli; ma, invocato Dio suo collaboratore, diede ordine di sgombrarla. Pensava infatti che dovesse beneficiare, per suo mezzo, della magnificenza del Tuttobuono soprattutto quella stessa (zona) che era stata profanata dai nemici. Dato l’ordine, venivano subito demolite da cima a fondo le invenzioni dell’inganno e venivano distrutti e abbattuti gli edifici dell’errore con tutte le statue e le divinità. “

Annamaria Beretta

P.S.: Ancora una testimonianza della violenza e della distruzione che hanno segnato l'avvio del cristianesimo che per correttezza storica bisognerebbe chiamare paolinesimo. Le tante  e varie comunità  cristiane furono perseguitate come i pagani.