Antica religione romana e cristianesimo.

Antica religione romana e cristianesimo.  

Nella Roma imperiale oltre  al collegio dei pontifex incaricato di sorvegliare e mantenere il buon funzionamento del culto è fondato un altro collegio di quindici membri, i quindecemviri, i quali si occupano delle nuove tendenze religiose provenienti dalle provincie lontane, devono decidere se accoglierle o meno e come integrarle.  

La mentalità romana è formata in una civilizzazione che ignora la distinzione tra sacro e profano. Davanti al cristianesimo i “pagani” comprendono molto presto, quasi d’istinto, che nessuna sintesi è possibile. Il cristianesimo esige l’esclusività e rivendica con forza la sua novità e superiorità.

I romani videro in questa nuova religione straniera una superstizione e nella rottura con il mos maiorum una forma di misantropia, “una superstizione contraria al buon senso”, come  la definisce Plinio il Giovane, nella famosa lettera inviata a Traiano.

I cristiani rifiutano di associarsi ai culti tradizionali e vengono accusati di mettere in pericolo le fondamenta dell’impero stesso e di essere la causa di tutti i mali. Nei loro confronti inizia una persecuzione ad ondate, questo dimostra che non esiste una legislazione che vieta il cristianesimo.

Non si conosce  la dimensione reale delle persecuzioni, chi ha vinto ne ha amplificato i numeri.   

Dopo il 250 gli imperatori hanno meglio compreso il pericolo, che dal loro punto di vista, il cristianesimo rappresenta. Per i modelli di vita e di pensiero ereditati dal passato, per autentico spirito di tolleranza e per non vedere scorrere il sangue inutilmente,  esitavano tra la repressione e la riconoscenza ufficiale del cristianesimo. Alessandro Severo  nel suo larario venera Orfeo, Abramo, Apollonio di Tiana e Cristo.

I cristiani, d’altro canto,  trovavano nei loro libri e nella loro fede una teologia della persecuzione e una mistica del martirio, che l’imperatore Marco Aurelio,  autentico filosofo stoico,  denuncia come un’attitudine teatrale. La persecuzione fa i martiri e il martirio è imitazione per eccellenza della passione di Cristo e vittoria su Satana, il solo vero istigatore della persecuzione, di cui gli attori, i persecutori terresti, non sono che gli strumenti. Secondo la logica dei cristiani, l’ impero è provvidenziale,  è voluto da dio,  per favorire la nascita e l’avanzare del cristianesimo.

Prima della fine del quarto secolo il cristianesimo è proclamato religione di stato, il paganesimo è vietato per legge, i templi vengono  chiusi e distrutti. La mutazione è rapida e brutale, è nello stesso tempo istituzionale e religiosa.

Ma un editto imperiale non è sufficiente a sopprimere un’idea, un sentimento, una convinzione. Ci sono ancora pagani nel senato di Roma trasformato in un aristocratico consiglio municipale, dopo la scelta di Costantino di spostare la capitale a Bisanzio.

C’è una mentalità pagana diffusa nutrita dai valori del passato che hanno fatto la grandezza di Roma. Un’era nuova ha inizio, S. Agostino la chiama:  “cristiana tempora”, si diffonde a velocità incredibile, passo dopo passo,  divora la civiltà romana che non si spegne ma riaffiorerà nel rinascimento,  nel secolo dei lumi, nel risorgimento,  dimostrando che tutto è ancora vivo nella memoria poiché le sane radici non si possono recidere.

Annamaria Beretta

P.S.: Analizzare il passato significa comprendere il presente e immaginare il futuro. Continuo i miei incontri del venerdì pomeriggio,  chi desidera parteciparvi si metta in contatto con me.