La grandezza degli stoici.

La grandezza degli stoici.

Nel 150 d.C. l’impero romano viene  travolto da una peste che prenderà il nome di Antonina dal regnante del tempo, Marco Aurelio Antonino, uno dei più saggi tra gli imperatori romani. Ancora una volta il virus arriva da Oriente, portato dai legionari romani in perenne lotta con i nemici di sempre, i parti. A Roma miete, ce lo dicono le cronache del tempo, duemila vittime al giorno. Marco Aurelio fa di tutto, per alleviare il dolore e la sofferenza dei cittadini romani, ha abbracciato lo stoicismo che è  diventata la filosofia dello stato, si basa su tolleranza, virtù, autocontrollo, giustizia e coraggio, non si elimina il male ma si rafforza la potenzialità dell’individuo nell’affrontarlo.

Fu Zeno di Cypro nel 300 a.C.  a mettere a punto i termini della nuova filosofia,  dopo aver perso in modo tragico ogni suo avere, dedicandosi per questo  allo studio di un metodo che potesse alleviare le sofferenze e potenziare l’autocontrollo, considerava inutile la disperazione e l’angoscia meglio far leva su saggezza e coraggio che esistono nell’animo umano e mettono nelle condizioni di affrontare le tempeste della vita. Si può scegliere come reagire anche quando non si ha il controllo su ciò che accade.  

Tutto è collegato da un rapporto di causa ed effetto in un sistema complesso e intelligente a cui venne dato il nome di Logos, siamo nel cosmo come una sola creatura, respiriamo e pensiamo all’unisono poiché tutto è uno, nulla è separato, neppure la divinità che è dentro l’ordine della Natura.  

Nelson Mandela poté sopravvivere al lungo periodo di carcerazione grazie agli insegnamenti della  filosofia stoica e ai pensieri di Marco Aurelio. -  Un male come la peste può solo mettere in pericolo la nostra vita, ma la paura, la disonestà, l’egoismo, l’orgoglio e l’ipocrisia mettono in pericolo la nostra umanità. – Marco Aurelio  

Poveri noi, come siamo caduti in basso. 

Annamaria Beretta