La donazione di Costantino. Miles, milites, milizia.

La donazione di Costantino. Miles, milites, milizia.

Lo scritto è datato anno 315 è conservato a Parigi e viene celebrato come  la donazione di Costantino, ovvero il  testo che dichiara il trasferimento del potere dall’imperatore romano al papa Silvestro, vescovo di Roma e a tutti i suoi successori. In questo scritto Costantino si rivolge direttamente al papa Silvestro, dichiarando la sua fede cristiana, gli offre il suo palazzo imperiale, il suo diadema, il mantello di porpora, lo scettro e le insegne, la città di Roma e le province.  E’ un testo stupefacente perché è costruito su un’amplificazione, l’imperatore cede al papa tutta la parte occidentale dell'impero, per lui si riserva la parte orientale  con  Costantinopoli come nuova capitale. La città è  continuamente citata nel manoscritto. 

L'imperatore aveva avuto modo di conoscere la zona nell'anno 324 quando vi aveva combattuto e sconfitto il rivale Licinio, Augusto d’Oriente, nella battaglia di Crisopoli, apprezzando la strategica posizione della città di Bisanzio, per questo decide di farne la nuova capitale che chiamerà in un primo tempo Nova Roma e poi,    onorando se stesso, converte il nome in  Costantinopoli. La città esiste a partire dal 324 ma lo scritto che la menziona è datato 315.

Per sette secoli il manoscritto diventa evanescente, nessuno ne parla, nessuno lo cita, riappare nel secondo millennio e solo intorno all’anno 1050 il papa sembra accorgersi della donazione. Nel 1433 Nicola Cusano, figura spirituale e mistica nonché teologo e umanista afferma attraverso una ricerca filologica che il documento è un falso. Lo stesso farà Lorenzo Valla nel 1440 che pubblicando un libro sull’argomento ne farà il manifesto dell’umanesimo.  Lorenzo Valla è un   insegnante  e segretario personale del re di Napoli, Alfonso d’Aragona.  Si rivolge all’autore ignoto del documento come ad un avversario giuridico: - tu hai scritto questo ma non è vero niente … - Di fatto agisce come un avvocato alle prese con una importante causa,  smonta pezzo per pezzo tutta l’incredibile impalcatura, evidenzia riga per riga le menzogne,   sottolinea che  la parola milizia,  che vorrebbe evocare miles, milites, non è appropriata per il quarto secolo ma piuttosto in linea con il medioevo, quindi è palese che si tratta di un falso.  Lorenzo Valla è la figura chiave del passaggio tra il medioevo e il rinascimento e pone le basi per il pensiero critico contemporaneo.

Le ipotesi reali sono due: la prima che sia stato scritto nel 750 e la seconda tra l’800 e l’850 comunque in età carolingia dove più forte emerge l’ambizione teocratica dei papi.

Questa storia non è ancora conclusa, ancora ne siamo immersi e sapere che un documento fasullo  ha definito in tutti questi secoli il rapporto tra stato e chiesa, tra autorità e potere, tra tradizione e critica, tra oriente e occidente, tra fede e scienza, tra monoteismo e politeismo, crea grande inquietudine.  

Annamaria Beretta