Zosimo autore della Storia nuova.

Zosimo autore della Storia nuova.

Applicando lo stesso rigore usato da Polibio, storico greco, che nei suoi scritti narra il sorgere della potenza della repubblica romana, attribuendone la riuscita, all’onestà dei romani e all’eccellenza delle loro istituzioni civiche e militari, allo stesso modo, Zosimo, storico greco vissuto tra il V e il VI secolo,  vuole raccontare con esattezza gli avvenimenti che hanno portato alla degradazione e alla lacerazione dell’impero e preparato la sua rovina.

Zosimo è autore dell’opera, in sei libri, che chiama, Storia nuova, dedicata agli ultimi secoli dell’impero romano d’occidente, a partire da  Augusto fino  alla conquista di Roma da parte di Alarico nel 410.  Zosimo sostiene che il disfacimento dell’impero è dovuto sostanzialmente a due cause:

  1. la negligenza di Costantino, più preoccupato per i suoi fasti e piaceri che per la sicurezza delle frontiere, che lascia sguarnite  e per la prosperità dello stato al quale porta un colpo funesto trasferendo la sede imperiale da Roma  a Bisanzio. Il male si è aggravato con Costanzo II. Giuliano, a causa della sua breve vita ebbe poco tempo per riparare i danni gravi apportati dallo zio Costantino.  
  2. La protezione accordata al nuovo culto, il cristianesimo e l’abbandono degli antichi dei ai quali i Romani dovevano da molto tempo la loro gloria e la loro prosperità.

Il libro II tratta in particolare della conversione di Costantino. Zosimo la colloca non a fine vita ma nel 326, ovvero dopo i brutali omicidi del figlio Crispo, avvelenato  e della moglie Fausta,  appartenente alla ricca famiglia dei Laterani, uccisa con un  bagno troppo caldo.

Con questi crimini sulla coscienza andò a trovare i sacerdoti e chiese loro dei sacrifici espiatori per i suoi misfatti, costoro gli risposero che non c’era alcuna sorta di espiazione efficace per purificarsi da tale empietà. Si rivolse allora ad un egiziano arrivato dalla Spagna, divenuto amico delle donne del palazzo, questi gli disse che la credenza dei cristiani era in grado di lavare ogni colpa,  in cambio di una conversione, per mezzo di un battesimo.   

  • Quando tutto il potere fu nelle mani di Costantino egli non nascose la malvagità che gli era naturale ma prese la libertà di agire con arroganza  in tutti i settori secondo il suo piacere, egli celebrava ancora i riti ancestrali non per rispetto ma solo per interesse, perché egli obbediva agli indovini egiziani asserendo che erano portatori di verità e capaci di lavare da ogni crimine coloro che si convertivano alla nuova dottrina.    

Nell’occasione di una festa nel corso della quale l’imperatore, rispettando il rito, avrebbe dovuto  salire al tempio capitolino per adempiere ad un sacrificio, successe un evento straordinario, Costantino ebbe una visione, che lo indusse a lasciare improvvisamente  la cerimonia.

L’egiziano, ovvero il vescovo di Cordoba, Ossio, sentenziò  che quell’apparizione  era un monito di condanna alla sua attitudine antica nei confronti degli dei,  che avrebbe dovuto immediatamente interrompere. Così fece.

Ossio è consigliere spirituale dell’imperatore nonché curatore del concilio di Elvira (Granada), che  si tenne nel 300 o 309 dove si approvarono gli 81 canoni, ovvero le disposizioni di carattere disciplinare e repressivo  destinate ai cristiani e, secondo molti studiosi, indizio rivelatore di uno scarso rigore nella loro condotta di vita sia pubblica che privata. In poche parole, questi signori si apprestavano ad occupare il potere senza averne i requisiti.  Succede.

Le fonti di Zosimo? E’ riconosciuto che Zosimo ha avuto come fonti dirette due storici pagani di lingua greca, Eunapio e Olimpiodoro. I due storici si sarebbero serviti di una storia latina che andava dalla abdicazione di Diocleziano fino alla presa di Roma per Alarico e che interpretava questa catastrofe come la conseguenza dell’abbandono del culto tradizionale da parte degli imperatori cristiani.

La Storia nuova fu stampata per la prima volta in latino nel XVI secolo.

Annamaria Beretta

P.S.: Gli acquarelli sono in vendita a un prezzo, per mia scelta,  molto contenuto  dai 20 ai 40 euro. Così come sono in vendita i miei libri. Il prossimo libro, ancora non so quando uscirà, sarà sempre un romanzo, poiché è il genere che più mi è congeniale, riguarderà le festività e le celebrazioni  nella Roma imperiale. L’unico antidoto a questi tempi di grande ignoranza è la cultura. Ringrazio di cuore chi mi risponde, ha compreso il messaggio.

I miei libri

Rosso ciliegio – Edizioni Tarantola

UZURI

Immanuel -  Edizioni youcanprint