Due personaggi allo specchio. Gesù e Apollonio.

Due personaggi allo specchio. Gesù e Apollonio.

Ancora prima che nascesse, si sapeva che sarebbe stato qualcuno di speciale. Un essere soprannaturale informò sua madre che il bambino che doveva concepire non sarebbe stato un semplice mortale ma sarebbe stato divino. È nato miracolosamente ed è diventato un giovane insolitamente precoce. Da adulto lasciò la casa e iniziò un ministero di predicazione itinerante, esortando i suoi ascoltatori a vivere, non per le cose materiali di questo mondo, ma per ciò che è spirituale. Radunò attorno a sé numerosi discepoli, i quali si convinsero che i suoi insegnamenti fossero ispirati divinamente, in gran parte perché lui stesso era divino. Lo provò facendo molti miracoli, guarendo i malati, scacciando i demoni e resuscitando i morti. Ma alla fine della sua vita suscitò opposizione e i suoi nemici lo consegnarono alle autorità romane per il giudizio. Tuttavia, dopo aver lasciato questo mondo,tornò per incontrare i suoi seguaci per convincerli che non era veramente morto ma viveva nel regno celeste. In seguito alcuni dei suoi seguaci scrissero libri su di lui.

 Gesù? No. Apollonio di Tiana, nato nello stesso tempo di Gesù, in Cappadocia, oggi Turchia, in origine territorio  greco.  A quattordici anni parte per Tarso in Cilicia, dove studia al tempio di Asclepio e scopre di possedere il  dono di guaritore. Ovunque vada compie prodigi che rivelano conoscenze segrete che vengono chiamate miracoli. Vive un’esistenza austera, vegetariana, veste di lino e porta i capelli lunghi. Per cinque anni cammina di città in città votato al silenzio, secondo l’insegnamento pitagorico, ascolta, osserva, elabora. Poi  compie lunghi viaggi nella quiete dell’oriente, in India e in Egitto, risale il Nilo fino alle sorgenti misteriose, scopre le maree dell’oceano, esplora l’insieme del mondo conosciuto fino ai confini più estremi, attraversa territori coperti di meraviglie, abitati dai saggi, diventa il compagno di eroi e delle divinità, nessuna esclusa.   Visita tutto il Mediterraneo, soggiorna nei templi e dialoga con le genti di ogni luogo, conosce le lingue senza mai averle studiate,  raggiunge più volte  Roma e la corte degli imperatori.  Porta l’ umanesimo, la compassione e la bontà perfetta. E’ un brillante oratore, abile retore capace di affascinare le folle con un linguaggio di immagini, parabole e metafore. Formato nella scuola della saggezza, partecipa all’azione nella politica, diventa consigliere dei regnanti, successore dei grandi legislatori e purificatore dello spazio pubblico. Superfluo dire che è adorato dalle genti.

E’ un uomo divino e vagabondo, senza ricchezze se non quella  del tempo, che è circolare, scandito da sveglia all’alba, preghiere al sole, incontri ristretti o pubblici, bagni in acqua fredda, meditazioni notturne.

Fino alla fine della sua lunga vita conserva la sua integrità fisica e intellettuale. Il bambino e l’anziano manifestano la stessa espressione trionfale del modello pitagorico. Apollonio sorvola un universo multiplo che ricostituisce sotto la bandiera della civilizzazione greca e di un impero romano ben governato. Non scappa nel deserto ma affronta il mondo reale  da saggio. Non parla dell’aldilà ma di cosmologia, dei segreti dell’universo e della sopravvivenza dell’anima. E’ un uomo divino crede nella morale umanista greca, sintetizza nella sua persona l’ideale filosofico di Platone e Pitagora, sempre a disposizione dei suoi simili per aiutarli. Nel Serapeum di Alessandria incontra il futuro imperatore Vespasiano che gli chiede consigli. Incontrerà anche Tito. Mentre Domiziano lo farà arrestare, gli taglia i capelli e la barba ma durante il processo qualcosa accade, Apollonio sparisce ricomparendo dopo solo qualche ora a Pozzuoli.

Possiede i poteri dello sciamano.

Filostrato ci racconta la vita e le azioni di questo uomo straordinario dalla lunga vita, nato nel tempo di Ottaviano e morto al tempo dell’imperatore Nerva. Il filosofo Porfirio, alla fine del terzo secolo affermò che i miracoli di Gesù non erano unici, Apollonio aveva ottenuto risultati simili. Ierocle, filosofo stoico,  autore di un’opera che parla dei doveri morali, sostiene che Apollonio superava Cristo come taumaturgo, tuttavia non era adorato come dio e i biografi colti di Apollonio erano più affidabili degli apostoli ignoranti.

La risposta della Chiesa non si fece attendere, Eusebio di Cesarea scrisse che Filostrato era un favolista e Apollonio uno stregone in combutta con i demoni.

Nella tarda antichità talismani realizzati da Apollonio apparvero in diverse città dell’impero romano d’oriente  come se fossero stati inviati dal cielo. Erano figure e colonne magiche erette in luoghi pubblici  destinate a proteggere le città dalle afflizioni. La grande popolarità di questi talismani è stata una sfida per i cristiani. Alcuni autori bizantini li condannarono come stregoneria e opera di demoni, altri ammisero che tale magia fosse benefica, nessuno di loro ha affermato che non funzionasse.

A partire dagli inizi del secolo sedicesimo c’è un grande interesse per Apollonio in tutta Europa ma prevaleva il solito punto di vista ecclesiastico che vedeva in Apollonio un mago demoniaco e un collaboratore del diavolo.

L’illuminismo lo celebrò come uno dei primi precursori delle idee etiche, fautore di una religione universale non confessionale, compatibile con la ragione.

Il confronto è aperto.

Annamaria Beretta