Conservare o distruggere?

Conservare o distruggere?

Esaurita la furia distruttiva  iniziale, molto ben documentata, che vede folle di fanatici, spesso  capeggiati dai loro vescovi, procedere  all’attacco devastatore  dei luoghi pagani,  nel sesto, settimo secolo si fa strada un altro atteggiamento: non vale la pena distruggere, dobbiamo riutilizzare. La chiesa grazie alla falsa donazione di Costantino, di cui ho già parlato più volte,  è entrata in possesso di quasi tutto il patrimonio pubblico romano, compresi i templi che erano di proprietà dello stato.   Le parole di Papa Gregorio Magno (Roma 540 Roma 604), sono significative e dimostrano il cambio di rotta. In realtà deve avere fatto quattro conti e capito che la distruzione dell’immenso patrimonio architettonico sarebbe stata  svantaggiosa, avrebbe richiesto il lavoro di molti operai, lunghe demolizioni, faticose  rimozioni delle macerie e ricostruzioni non facili, non disponendo più della capacità antica, documentata da Vitruvio. E’ molto più proficuo  utilizzare i tanti edifici a disposizione per i  nuovi fini,   dopo averli ripuliti dalle  statue abitate dai demoni e esorcizzati con la presenza delle croci ovunque.  Due piccioni con una fava, come si suol dire, l’operazione tutela le finanze e allo stesso tempo facilita la conversione, perché i pagani, dice  Papa Gregorio: - riconoscono nelle strutture antiche  un ambiente a loro famigliare. - Questo dimostra che, ancora nel settimo secolo, la difficoltà ad imporre la vera ed unica dottrina persiste, nonostante i ferrei e violenti  editti teodosiani, la chiusura dei templi e l’imposizione del credo per legge.  

In questo periodo sorgono le chiese paleocristiane, paleo bizantine, longobarde e dell’alto medioevo, in realtà sono edifici di culto eretti nelle o sulle costruzioni antiche, che spesso rispondono in modo ottimale alle nuove esigenze liturgiche. Le tante basiliche romane, pubbliche o civili sono già belle e pronte all’uso,  basta inserire un altare nell’abside, chiudere o lasciare l’accesso che normalmente è sul lato lungo, togliere ogni traccia di dipinto antico imbarazzante per la nuova religione, mantenere solo ciò che non disturba la nuova morale.

Poiché le terme devono a loro volta sparire dalle città, alimentano stili di vita  dannati e diabolici,   un elevato numero di costruzioni termali sono riutilizzate in un nuovo uso religioso. Sono spesso edifici tondi ai quali basta cambiare il nome, ecco nascere una sequenza di sante marie delle rotonde.  Ogni edificio legato all’acqua, come cisterne e ninfei viene trasformato in luogo di culto cristiano.  Gli edifici di spettacolo, teatri, stadi, circhi e anfiteatri subiscono la stessa sorte, si bypasssa con molta disinvoltura al fatto che al loro interno  vi si tenevano rappresentazioni definite dai padri della chiesa, pompa diaboli. L’opportunismo prevale e l’abilità manipolatoria pure, la  capacità di  dare all’anfiteatro l’aspetto di una catacomba è straordinaria. Anche le costruzioni militari non sfuggono al furore cristiano, caserme dei vigili del fuoco, dei gladiatori, nonché posti di guardia, tutto viene ridefinito e rioccupato. L’ultima categoria dei monumenti incorporati dai cristiani nei loro patrimoni architettonici è costituita dai templi. Analizzando le sequenze temporali delle trasformazioni si comprende come tutto sia perfettamente studiato e preparato. C’è un lasso di tempo relativamente lungo tra l’obbligata chiusura e agonia del tempio pagano e la ripresa cristiana del santuario. Le modifiche sono sistematiche e applicate con metodo, si inizia con il togliere  le sculture dal frontone, si passa alla  distruzione  all’interno dell’edificio sacro, eliminando  l’unica  cella o, nel caso dei capitoli le tre celle  delle divinità pagane, si spostano i muri che vanno ad inglobare il colonnato o i portici  che circondano  il tempio. Si aprono sulle facciate rosoni e finestre ogivali, si aggiungono narteci ma la sostanza non cambia, la struttura rimane. Ovviamente si cerca di attribuire il luogo ad un santo che abbia più o meno le stesse caratteristiche della precedente divinità, così San Giorgio succede a Marte, San Salvatore sostituisce Apollo, le sante vergini, fanno le veci di Athena, Minerva o Iside, i santi Cosmo e Damiano sostituiscono  i Dioscuri. L’elenco è lungo e potrei continuare.

La più alta distruzione si ha nei capitoli, i templi dedicati alla triade capitolina, Giove, Giunone e Minerva,  la loro posizione topografica privilegiata li ha trasformati quasi tutti in cattedrali. Quello di Brixia si è salvato perché sepolto da una colata di terra, franata accidentalmente? dalla collina retrostante.

La riutilizzazione cristiana degli edifici antichi non è stata ancora sufficientemente indagata, è ancora oggi un territorio sconosciuto poiché  manca l’attenzione che si  deve alla continuità storica dei siti e dei monumenti ma posso assicurare che tutto è ancora lì, non dico intatto perché lo scempio è palese ma l’essenza del luogo emerge sempre con forza.

Sarei contenta di accompagnare, senza contravvenire alle disposizioni sanitarie in corso, chi vuole fare insieme a me, un viaggio emozionante alla scoperta del mondo antico a Brescia. Il tempio di Venere? E’ ancora al suo posto, le terme? Anche. Le basiliche? ci sono tutte. L’anfiteatro? C’era, poiché sono esistiti i gladiatori: Iantinus, Smaragidus, Antigonus e Volusenus. Come c’era un istruttore dei gladiatori e un munerarius, organizzatore di giochi. Altari tondi a ghirlanda? Ci sono, con un altro uso.  Affascinante? Direi moltissimo.

Ho condotto fin qua uno studio così approfondito sull’argomento che mi pare giusto condividerlo con chi lo desidera.

Annamaria Beretta

P.S: ho scelto di mettere la foto della Maison Carrèe di Nîmes il tempio augusteo rimasto intatto da oltre duemila anni  a riprova della capacità costruttiva romana.