La dama e l'unicorno.

Magia di un filo di lana tra le trame ordite ( 2 )


La dama e l’unicorno


 


“ ci son due coccodrilli


ed un orangotango


due piccoli serpenti, un’aquila reale,


il gatto, il topo, l’elefante


non manca più nessuno


solo non si vedono i due liocorni.”


 


Noè li avrà aspettati fino all’ultimo,  si sarà pure spazientito prima di chiudere le porte dell’Arca,  quando già il cielo era plumbeo e  le prime grosse gocce di pioggia cominciavano a cadere ma dei due liocorni neppure l’ombra, quando si dice mancare l’appuntamento con il  proprio destino….


La  memoria di questo animale non si è persa, la sua identità ricostruita nei vari bestiari dell’antichità, voci discordi raccontano di un corpo di cavallo, forse di asino o di capretto, tutti concordano sul colore bianco e il lungo corno sulla fronte.


In un dipinto di Raffaello se ne sta accoccolato in grembo ad una fanciulla come un bel gatto domestico, mentre nei sei arazzi fiamminghi intessuti nel corso del quindicesimo secolo è il protagonista insieme  ad una enigmatica signora bionda.  Lei racconta i cinque sensi e lui le è docilmente accanto. L’interpretazione è duplice ed è racchiusa nel sesto arazzo dal titolo scritto sopra la tenda aperta  : al mio unico amore.


Di quale amore si parla?


 


Sabato nove marzo ore diciassette, parleremo di arazzi, racconti apocalittici o amorosi fatti di fili intrecciati, di trame ed ordito esposti su antichi muri di pietra,  dentro cattedrali o palazzi, con   un inedito  sguardo femminile.  


 


Il costo dell’incontro: pochettes in tessuto gobelins (quello degli antichi arazzi)  in promozione a 20 o 25 euro.


 


Vi aspetto.


 


Annamaria