Voglio il SOLE! Mi piace. Commenta. Condividi.

Sembra di stare in un paesaggio fiammingo, dai toni smorzati, con i  cieli grigi  spazzati dal vento e pronti agli scrosci di pioggia, senza il sole a disegnare la  luce sui muri della città o a perforare con un raggio preciso come un laser qualsiasi vetrata sul suo tragitto.


Sono affollate le grandi tele nordiche, piene di figure operose abituate ai cieli lattiginosi ed  ad un clima che prevede pochissimi assaggi d’ estate,  senza  la   calura che spacca la terra e le  cicale che cantano senza sosta  il loro inno alla vita.


E’ un mondo diverso dal nostro, dove anche i caratteri si adattano a questi colori sbiaditi, e ne sono plasmati, in un rigore di vita che non ammette gli eccessi.   Scaldati dal sole noi siamo geneticamente estroversi pronti a cogliere il ritmo della natura, camminiamo al suo passo, freddo e pioggia ci intristiscono e ci chiudono in casa, luce e caldo ci riempiono di energia.


Che fare se il sole abdica per ragioni a noi sconosciute e lascia la sua sovranità in mano alle forze invernali? Non possiamo certo fare interpellanze al Cielo raccogliendo le firme ai banchetti per strada,  o mobilitare i nativi d’America per una danza al contrario, ci vorrebbero millenni per impararne la sacra ritualità, ricostruendo quel linguaggio arcaico che abbiamo perduto nella notte dei tempi e che permetteva agli antichi di individuare nei movimenti delle stelle cosa sarebbe accaduto sulla Terra.


Ma la conoscenza della previsione non cambiava gli eventi solo ci si preparava ad accoglierli accettando il progetto cosmico consapevoli che nulla dura per sempre, nulla è statico e dopo il buio arriva la forza dell’illuminazione.  Basta saper aspettare!


annamaria


P.S.: il mio gatto, ultimo acquarello in ordine di tempo, ha capito .....lui che ha lo sguardo di un filosofo ..osserva impassibile e....aspetta la magia degli eventi. La seconda foto è di Samuele, quattro anni, che in poco tempo ne ha scattate centoventi. Macchina fusa ma sguardo visionario sul mondo. Grazie Daniela che mi hai prestato la tua.