Un bambino, un insegnante, una penna e un libro possono cambiare il mondo!

 


Sono le parole della piccola Malala Yousafzai nel giorno del suo sedicesimo compleanno presso le Nazioni Unite a New York.


Le sue parole abbattono muri millenari, uniscono come quei punti di rammendo invisibili che ricostruiscono una trama ormai lacerata, attraversano confini mentali, superano pensieri ammuffiti per approdare ad una nuova visione del mondo.


Pensieri in circolo, soggetti in rete, così è l’agire femminile, una ventata d’ossigeno in ogni luogo dove si affaccia, dirompente capace di  farsi strada e ricreare una nuova armonia,  una condizione non più basata sulla nocività di  gerarchia e patriarcato,  ma su nuovi equilibri di cultura e di pace, di rispetto per il genere umano, fatto di uomini  e donne che camminano a fianco in un’unica direzione quella dell’amore per sé, per gli altri e per il nostro Pianeta.


Ha richiamato Buddha, Gesù e Maometto, Malala, indicandoli come maestri universali, capaci di usare parole che trasformano gli animi così come ha citato Gandhi e Madre Teresa, persone speciali che hanno lasciato un segno indelebile nella storia umana.


E’ la sapienza la strada indicata con semplicità da Malala, l’unica in grado di illuminare le zone oscure del nostro mondo.


Annamaria


 


P.S.: segnalo il blog “ Passaggio in via Pace” ,  è gradita  la lettura, ma anche i commenti, le segnalazioni, gli articoli,  rappresentano un modo per fare parte di una comunità, insieme si possono trovare soluzioni. Non è più tempo di fare da soli.