Femminicidio. Che fare?

 


Una parola che occupa spesso le prime pagine dei giornali e sulla quale sappiamo ormai tutto, il copione è sempre lo stesso:  una donna che abbandona, un uomo abbandonato, un epilogo tragico. Piango  ogni volta che leggo di donne strappate alla vita  da chi diceva di amarle, di figli che, senza colpa, non sono protetti dall’odio.


Che fare? Una soluzione ci deve pure essere, l’indifferenza è connivenza, dobbiamo parlarne, tranquillamente,  per cercare quelle cause che vanno rimosse che rappresentano codici scritti nocivi e malsani che spesso utilizziamo senza neppure accorgerci, come l’incapacità di dialogo , il silenzio ostile, l’intolleranza, l’aggressività.  


Dobbiamo procedere insieme, uomini e donne, senza prevaricazione dell’uno sull’altra.


Nessun luogo deve impedire la parola alle donne, nel terzo millennio, nessun luogo può essere declinato solo al maschile, impariamo dalla Natura dove il maschile e femminile convivono sempre, come principio della Creazione.


Annamaria


P.S.:  come ho già scritto a luglio e agosto io ci sono.