Le case raccontano….ed io con loro, al costo di una pizza e una coca.

Interni antiquari, musei, chiese, paesaggi bellissimi sempre diversi, città in Europa e nell’altra parte del mondo, luoghi affascinanti: New York, Roma, Parigi, Bruxelles, Anversa, Stoccolma, da una fiera all’altra,  da un mercato all’altro, ho viaggiato molto per lavoro ed imparato moltissimo. Ho mangiato panini preparati al momento in ambienti che proprio tanto eleganti e puliti non erano, nell’estemporaneità dei mercati di poche ore, che esigono corse affannate alla ricerca di quel pezzo prezioso tra un mare di oggetti il più delle volte anonimi.

Con la stessa disinvoltura, ho frequentato ambienti raffinati, come la residenza dell’ambasciatrice italiana a Stoccolma, posso dire che ho tratto insegnamenti da tutto. Ho imparato ad osservare, i luoghi, gli interni, le persone, e come tutto interagisce con serenità o meno.

Da un palazzo di Bruxelles ho guardato  dall’alto uno scampolo d’orto, sopravvissuto allo scempio, un’impiegata solerte  mi si è avvicinata : Brutto vero? – Io,  al contrario, lo trovavo bellissimo, superstite verde nella sua eroica azione, destinato a soccombere, nel giro di poco.

Sono i punti di vista che fanno la differenza, l’ho appreso a mie spese da quando uno tsunami violento mi ha colpito senza preavviso  in un giorno qualunque di un settembre lontano. Quattordici anni sono passati, non sono pochi, ma sono sopravvissuta, altri non ce l’avrebbero fatta.

Una lezione di vita, dura ma fondamentale, per me nulla è più come prima, ho intrapreso un cammino,  senza perdermi d’animo, consapevole di quella forza interiore che non abbandona. Il mio lavoro si è trasformato e ora voglio riprendermi quella capacità naturale che ho sempre avuto di arredare le case, ascoltando ciò che loro hanno da dire in sintonia con la personalità di chi le abita. I luoghi sereni sono quelli che testimoniano la relazione armoniosa, degli oggetti tra loro ma anche con gli esseri umani.

A volte c’è qualcosa di troppo, come una zavorra del tempo, altre volte c’è bisogno di un colore più forte come un lampo di luce, o di un colore smorzato che addolcisca gli eccessi, antico o moderno è lo stesso, ogni cosa può convivere nella sincerità della bellezza,  lontano da ogni forma di ostentazione, declinazione del peggio di oggi.

I miei consigli preziosi, frutto di conoscenza, esperienza e intuizione  costano quanto una pizza e una coca, perché oggi tutto è da ridimensionare e chi se la tira, ancora non ha capito che un certo mondo è finito e nulla è più e sarà come prima.

Annamaria

P.S.: ci sono stati problemi di ricezione delle mie precedenti newsletters, per chi vuole leggerle le trova sulla prima pagina di www. rosantico.eu.

Su indicazione di Daniele e Stefano ho dovuto reiviare la mail, chiedo scusa per la ripetizione, necessaria alla verifica.