Le matite della satira sbeffeggiano senza alcuna pietà o differenza le religioni, tutte, e chi pretende rispetto non ha ancora capito che un disegno satirico non è certo un trattato di parole raffinate, non è un saggio, è fatto di segni che graffiano, incidono, spostano con forza il punto di vista, esortano ad uscire dalla zona confort, dai recinti granitici, ne allargano la visuale, seminano a piene mani il dubbio, antitesi delle verità rivelate. La satira è la traduzione istantanea di un’idea, di un pensiero in una elaborazione grafica dalla comprensione immediata, senza tanti giri di parole, l’obiettivo è lì disegnato sul foglio, senza alcuna possibilità di equivoco od interpretazione, non ci sono parole che nascondono, camuffano, che ritornano sul campo per dire, no mi avete frainteso, io non volevo dire questo ma quest’altro. No, la satira è fulminea, dal pensiero al foglio. Piaccia o no, la forza dell’ immagine è potente, dirompente, dissacrante, irriverente, senza sconti, si può accettare di ridere ma soprattutto non si può ignorare quel fastidio che provoca e che normalmente si traduce in querele, ingiunzioni, chiusura di redazioni. Da sempre è così.
Ma il disegno satirico è testimonianza di laicismo che significa libertà per tutti, anche per le religioni di esistere, in un modo che dovrebbe essere intimo. Quando il discorso religioso occupa lo spazio politico diventa totalitario. La fede è intima non può essere imposta, non può diventare religione di Stato, è una libera scelta.
Non è in nome di una fede che si è compiuto questo attentato, sarebbe sbagliato pensare questo, vorrebbe dire che ci sono religioni che creano bravi fedeli e altre che generano mostri, chi ha ucciso ha seguito la traccia del fanatismo ed ogni religione che occupa lo spazio politico, corre questo rischio, la storia insegna, nessuno è immune, nessuno è stato immune. La fede è intima ed ogni credente merita rispetto per il proprio credo. Come ogni essere umano merita rispetto per il proprio pensiero, fosse anche l’unico.
Si deve prendere coscienza che esiste solo il laicismo che può permettere la libertà religiosa, forse è per questo che le campane di Notre Dame hanno suonato per Charlie Hebdo, durante il minuto di silenzio con cui il popolo di Parigi ha celebrato le vittime, è questo uno dei tanti segnali simbolici che nulla sarà più come prima.
E due milioni di persone o forse più, impossibile contarle, hanno manifestato per la LIBERTA’ in Piazza della Repubblica, domenica undici gennaio 2015, dando al mondo un segnale molto forte: il Paese è laico ed il laicismo è l’unica credenza istituzionale possibile. E da noi?
Annamaria
P.S.: i miei acquarelli, sono gli animali i miei soggetti preferiti, gatti, cani e uccellini, una mostra? Perché no.
