Ancora "UZURI".

“Il Tempio di Marduk era circondato da un grande lago, Abzu, il suo nome dato in onore del padre,   Enkil,  il dio delle acque che viveva nell’Abzu, ovvero nel luogo  della sorgente di tutte le acque. Non dimenticare queste parole piccolo mio. Ovunque tu andrai dovrai portare con te il ricordo di questo passato glorioso. Signore e maestro era Marduk tale da meritarsi il rispetto degli uomini tutti,  per la sua conoscenza. Raffigurato con il drago con le corna è accompagnato da Nabu il dio degli scriba  e da Gula la dea della medicina… Ogni anno gli dei di Babilonia venivano a rendergli omaggio durante la festa di Akitu che durava dodici giorni e aveva inizio nell’equinozio di primavera. Il nono giorno Babilonia vedeva sfilare, sulla grande via sacra, preparata per l’occasione con uno strato di bitume, per rendere perfetta la terra da calpestare,   una immensa processione.  Il sontuoso corteo partiva dalla porta blu di Ishtar, l’imponente  e meraviglioso  accesso alla città e  procedeva lentamente tra un mare di folla festante,   mentre nell’ottavo e nell’undicesimo giorno,  gli dei si riunivano nel tempio di Marduk, dovevano decidere i progetti per l’intero anno… I tuoi appartamenti saranno la nostra tappa noi lì ci riposeremo, ogni volta che torneremo… “ (UZURI capitolo 31)

 E poi? Un Dio adirato ha distrutto tutto, la torre di sette piani, la città di duecentomila abitanti, dai bei palazzi con i tanti giardini sospesi,  impedendo il ricordo della bellezza e della cooperazione dei popoli,   ha imposto il suo punto di vista che oggi fa acqua da tutte le parti. Babilonia è un principio e in quanto tale va difeso da tutti coloro che vogliono uccidere in nome di un Dio tradito. Babilonia come la Parigi di oggi, dissoluta, immorale, libera, bella, femminile,  da distruggere e punire per la sua insolenza e superbia, perché Dio  esige: sottomissione, gerarchia, patriarcato, ordine, disciplina, obbedienza.  Per carità!

Sui libri sacri, quelli che non vanno d’accordo, Dio è uomo di guerra ed è spaventoso, oggi i più avveduti ne prendono le distanze, addirittura dicono di non conoscerlo,  celebrato e rinnegato ma le sue parole risuonano ancora ogni giorno, diffondendo il suo verbo militare ieri come oggi. No, non c’è scampo, bisogna cambiare, se si vuole che il mondo sia abitato dalla pace e dalla tolleranza, la presenza femminile è indispensabile che Dio lo voglia o meno. E un altro punto di vista è vitale. 

Racconto le donne in “UZURI” protagoniste in un mondo di regole ferree, la Palestina di duemila anni fa.

E domenica 6 dicembre ancora parlo di “UZURI” in negozio alle ore 16.

E tutte le domeniche di dicembre il negozio sarà aperto e … fino al 31 dicembre, poi? Poi si cambia e non vedo l’ora. Una valigia, i miei libri,  gli  acquarelli…

Annamaria Beretta