
All’inizio del quarto secolo, era solo una minoranza a volere quella religione giudaica, forse un dieci per cento a fare tanto, la maggioranza la detestava, guardava con molto sospetto a quei personaggi protagonisti di riti notturni, oscuri e intollerabili, che risuonavano come tribali, bevi il mio sangue, mangia il mio corpo, parole inaudite nella Roma degli dei. In un batter d’occhio ha preso il sopravvento. Come ha fatto? E’ bastato un imperatore diverso dagli altri, un certo Costantino detto il grande, uno che con il mos maiorum non aveva dimestichezza, la parola dignitas non sapeva neppure dove stava di casa, la pietas, che roba è? Il rispetto per gli altri? Non esiste, tanto è vero che ha issato su una lancia la testa dell’imperatore vinto, il basileo Massenzio, quello sì grande davvero, e con quel macabro trofeo ha scorrazzato in lungo e in largo per l’urbe, gettando i romani nel panico. Lui voleva il potere ad ogni costo, e la nuova religione cadeva a fagiolo, un unico dio in cielo e un altrettanto dio sulla terra, cosa desiderare di più? Ha iniziato con favorire il clero, concedendo infiniti privilegi compresi quelli giuridici che garantiscono ancora oggi l’immunità anche nel caso dei reati molto gravi, come la pedofilia. Ha spostato il centro del potere da Roma a Bisanzio, un’idea folle che solo un odiatore di Roma avrebbe potuto prendere in considerazione. Ma lui l’ha fatto, sostenuto da tutti coloro che avevano sempre considerato Roma, la prostituta, fin dai tempi dell’imperatore Nerone, che aveva capito in anticipo cosa stava per accadere.
Quale riscossa insperata per questi signori? Poter predicare dagli altari le loro menzogne senza più il timore di essere ripresi e puniti, incitando i loro fanatici seguaci a commettere azioni distruttive, in altre parole reati contro l’ ordine pubblico. Sono andati avanti per diciassette secoli a denigrare la storia e a celebrare quella di un paese straniero che a detta dell’imperatore Flavio Giuliano, il filosofo, non meritava proprio nulla, perché mai ha prodotto qualcosa di bello, neppure un pensiero.
Secoli trascorsi a manipolare la gente a impaurirla prima con i roghi poi con la minaccia di castighi eterni, ricorrendo sempre a immagini sadiche, il tempo sacro sprecato nel racconto horror di persecuzioni, spesso inventate, senza che mai nessuno potesse confutare i fatti, i numeri, dicendo: ma che cavolo dite? Ora sono alla frutta, la gente non li segue più, le chiese sono vuote, non raccolgono più il denaro di una volta ma possiedono un patrimonio infinito accumulato grazie a un documento falso, che basterebbe un nulla per invalidarlo, ma la giustizia, si sa, ha i suoi tempi.
Non c’è problema, aspettiamo.
Annamaria Beretta
P.S.: grazie a chi ha acquistato o acquisterà il mio libro. Ricevo molti commenti positivi, tanti sono i complimenti allo studio, altrettanti alla scrittura e alla narrazione che è complessa. Il mio obiettivo è fare riemergere i ricordi di chi siamo.